Sarri: "De Laurentiis? Le decisioni del campo sono mie"

"A differenza di quello che facciamo solitamente abbiamo perso troppi palloni in uscita e non puoi concedere troppi palloni a questi giocatori". Di fronte c'era la squadra pù forte del mondo ed in buona serata.

DE LAURENTIIS - "Sono più contento se certe cose le dice a me".

"La imposteremo per il 2-0". "Io sono tutti i giorni a Castel Volturno - risponde - e sono io che decido". Non ho sperimentato? Ho perfino fatto giocare Milik, che al momento non ci può dare spezzoni di partita più lunghe, ed è palesemente non ancora prontissimo. Semplicemente, abbiamo sbagliato più del solito. Forse a qualche nostro giovane ha risentito di questo stadio. "Contrariamente al risultato direi sì, il Real ha fatto una delle migliori partite degli ultimi mesi". Penso che sia un percorso che, generalizzando, dovrebbe essere fatto da tutti. E' stata una gara difficile da gestire: "Sapevamo di trovare spazi, ma aspettarli bassi e tenerli al limite dell'area non era una nostra scelta". Ma il tecnico del Napoli è sicuro delle sue decisioni: "Io le scelte le faccio basandomi su dei presupposti. Se si sta chiusi in area di rigore novanta minuti è perché ci tengono in area, non perché non abbiamo il coraggio di tenere fuori al testa".

Mertens centravanti? "E' chiaro che si è fatta di necessità virtù".

"Diego ha parlato trenta secondi, però è un mito assoluto. Non a caso i primi 15-20 minuti sono stati i migliori".

"Difficile valutare la cazzimma quando si sbaglia troppo". Io partirei più dal presupposto che contro il Real non si possono perdere trenta, quaranta palloni.

Al ritorno servirà l'impresa: "Non abbiamo fatto una partita pessima, ma potevamo fare meglio soprattutto in ripartenza". Il Real in genere costruisce più palle gol. A noi ci dà un pò di fiducia essere rimasti in partita, con la speranza di poterci ancora qualificare.

"Che loro siano forti, è indubbio". Della squadra top a livello mondiale. "Non abbiamo fatto una delle nostre migliori prestazioni". "Non c'è neanche bisogno, il San Paolo sarà un inferno".


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