Playboy torna al nudo: "Un errore abbandonarlo, è la nostra identità"

"Il punto è come trattavamo la nudità: un modo superato", dice oggi Hefner.

Mai tentativo fu più fallimentare in un periodo in cui la pornografia gratuita dilaga e Playboy non detiene più da decenni l'esclusiva di solleticare l'immaginario maschile. Non sono passati neanche dodici mesi dal marzo 2016 ed è già tempo di fare marcia indietro: Playboy ha deciso di riportare le donne senza veli in copertina, riappropriandosi di uno dei tratti distintivi che hanno reso celebre il magazine. Decisione sbagliata, ha affermato il direttore creativo Cooper Hefner, figlio del fondatore Hugh Hefner.

"Sarò il primo ad ammettere che il modo in cui la rivista ha continuato a ritrarre la nudità era datato, ma eliminarlo del tutto è stato un errore". La rivista, scrive 'Bbc', non riporterà più il sottotitolo 'Entertainment for men' sulla cover e il numero di marzo-aprile, quello del ritorno al nudo, conterrà un saggio scritto dall'attrice Scarlett Byrne dedicato a 'Free the Nipple', il movimento nato negli Usa per cambiare le leggi sull'allattamento in pubblico e i topless femminili. La nudità è normale, fa parte dell'identità di Playboy e in generale dell'umanità, o almeno così sembra suggerire la campagna #nakedisnormal che su Twitter include fotografie e opere d'arte di nudo, da Botticelli a Picasso. Lo scorso anno la tiratura è stata di circa 700mila copie, un ottimo risultato, ma ben lontano dai livelli degli anni d'oro, quando si toccavano i 6 milioni di copie.


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