Pd alla resa dei conti, Bersani: "Fermatevi". Orlando: "Minoranza dia segnale"

E su una sua candidatura alla segreteria del Pd precisa che è "un problema" che si porrà "solo quando inizieremo a discutere della proposta da fare al Paese".

Uno strappo che scongiura anche la senatrice e ministra per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, secondo la quale in un momento così complesso e difficile "il Pd non può esistere senza la sinistra".

"Ancora una volta diversi quotidiani attribuiscono al segretario del Partito democratico dichiarazioni e virgolettati che non ha mai fatto, nè reso ai giornali". Il presidente della Regione Puglia forse non ha ancora capito che, qualora dovesse vincere il congresso, si ritroverebbe un partito decimato.

Anche la possibile scissione non è particolarmente preoccupante: ci sono due prospettive divergenti, chiaramente espresse dal sostegno renziano al candidato alle presidenziali francesi che ha abbandonato il Ps, contrapposto al sostegno della sinistra del Pd a quello ufficiale del Ps che ha scelto un'impostazione di estrema sinistra lontana da quella del presidente Hollande. "Quest'idea si è via via rinsecchita, come se il campo largo del centrosinistra si riassumesse nel Pd e il Pd si riassumesse nel suo capo". Probabilmente sarebbe tentato di uscire anche lui, vista la sofferenza del mondo diessino a cui fa riferimento. Qui mi sembra che si voglia arrivare a un plebiscito, a delle primarie incerte visto che anche l'albo degli iscritti non è stato aggiornato.

A Matteo Renzi piacerebbe una sfida al congresso con Andrea Orlando.

Real Madrid-Napoli, Albiol: "Fare il massimo per arrivare bene al ritorno"
Quali sono le possibilità di passare il turno? Noi abbiamo in rosa giovani di carattere e desiderosi di fare una bella partita. Per Albiol, come si ferma CR7? "E' il calciatore migliore del mondo, si deve fermare col collettivo".

Per il governatore della Puglia, Renzi "deve accettare una conferenza programmatica, poi un congresso che non sia un rito abbreviato". È una parte del "riassunto delle puntate precedenti" che Renzi fa sempre nella sua E-News intervenendo sulle frizioni interne al partito.

"Non mi si dica che la questione è di calendario, perché il calendario è solo tecnica - continua l'ex segretario dem -". In citta' si registro' infatti la vittoria del si' con il 51,13%, ma intanto proprio ieri l'ex sindaco Giuliano Pisapia e Laura Boldrini hanno lanciato da quiCampo Progressista.

E proprio domenica sono attese le dimissioni del segretario Matteo Renzi. "Le correnti non si scindono, semmai si riarticolano: la scissione che ci preoccupa e' quella che potrebbe vedere la rottura del Partito democratico", ha detto il ministro della Giustizia. "Non c'entrano nulla "l'astio o il rancore verso Renzi" conclude Bersani - Stravolgeremo dunque tutto il percorso per le esigenze o le velleità di una persona sola? No".

Lungi tuttavia dal minacciare scissioni, o dal farsi votare lo stesso da mezza Dc e dai comunisti, come gli aveva chiesto invece Carlo Donat-Cattin dicendogli che "per fare i figli bisogna fottere", Moro stette al gioco. "Caro Pierluigi Bersani, in politica si può essere irresponsabili in molti modi".


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