Wall Street, anche oggi gli indici migliorano i massimi storici

Gli investitori a Wall Street non se ne sono preoccupati permettendo agli indici di proseguire la loro corsa in territorio record.

Il tutto con una banca centrale che in Usa non vuole sorprendere nessuno portando avanti la normalizzazione "graduale" della sua politica monetaria.

Deludenti anche i numeri sul deficit commerciale, che si è portato ai massimi da gennaio del 2012.

Il Dow Jones ha messo a segno un progresso dello 0,88% a 25.296 punti, con il nuovo massimo a 25.300 punti.

Sulle prime battute il Dow Jones sale dello 0,22% a 25.129,41 punti; sulla stessa linea, lo S&P-500 avanza in maniera frazionale, arrivando a 2.729,58 punti. Consolida i livelli della vigilia il Nasdaq 100 (+0,13%); leggermente positivo lo S&P 100 (+0,46%). L'S&P 500 aumenta di 7,89 punti, lo 0,29%, a quota 2.731. Il settore Energia, con il suo -0,45%, si attesta come peggiore del mercato.

La progressione del Nikkei dal 1990 ad oggi
La progressione del Nikkei dal 1990 ad oggi

Tra le migliori Blue Chip del Dow Jones, Cisco Systems (+1,30%), Home Depot (+0,94%), Microsoft (+0,87%) e United Health (+0,86%).

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Goldman Sachs, che prosegue le contrattazioni a -1,09%.

Sostanzialmente debole Chevron, che registra una flessione dello 0,66%. Oggi la big bank ha fatto sapere che la riforma fiscale avrà un impatto negativo di 1,25 miliardi di dollari sui conti del quarto trimestre, anche se nel lungo periodo si potranno vedere gli effetti positivi.

Tra i protagonisti del Nasdaq 100, Xilinx (+3,23%), Mercadolibre (+2,64%), Paypal Holdings (+1,57%) e Vertex Pharmaceuticals (+1,48%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Walgreens Boots Alliance, che ha archiviato la seduta a -5,18%.

Wall Street bypassa il Job Report.


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