Scuola: 8 gennaio sciopero

Nella data in cui si torna tra i banchi dopo la pausa delle festività, è, infatti, in calendario uno sciopero dei docenti della scuola Primaria e dell'Infanzia con una manifestazione nazionale a Roma davanti al Miur. La protesta è stata indetta dai Cobas, insieme ad altre organizzazioni di base, contro quella che viene definita la "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. "Su tutta la vicenda della sentenza del Consiglio di Stato mi sembra ci sia un allarmismo ingiustificato".

Per lo sciopero di lunedì 8 gennaio le lezioni saranno quindi a rischio in quello che per gli studenti sarebbe stato il primo giorno di scuola del nuovo anno, dopo le vacanze natalizie. "Nessuna disposizione legislativa può invece legittimare la presentazione di una domanda di inserimento tardiva, non potendosi, del resto, in questo caso configurare alcun affidamento meritevole di tutela in capo a chi non ha mai nemmeno chiesto di essere inserito".

In una nota, il sindacato Cobas ha commentato così la sentenza: "Questa sentenza pone drammatici problemi, professionali ed umani, ai diplomati magistrali". Lo scorso 27 dicembre una sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato che il diploma magistrale non è un titolo abilitante: perciò migliaia di docenti potrebbero ritrovarsi senza posto di lavoro o, comunque, declassati in graduatoria. Se i tribunali dovessero far decadere tutte le supplenze e le immissioni in ruolo, la scuola primaria e quella dell'infanzia entrerebbero nel caos totale. Si tratta di una sentenza definitiva che ribalta i precedenti pronunciamenti e nega il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all'inserimento nelle Gae. Sempre lunedì 8 gennaio, è in programma una manifestazione a partire dalle ore 9:30 davanti al Miur, il Ministero della Istruzione, sito in viale Trastevere.

Che cosa fare, dunque? Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto. Ieri la ministra Valeria Fedeli li ha rassicurati.

Scuola: sindacati invocano soluzione politicaFlc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono di "pensare a una soluzione politica del problema" per riconoscere i diritti di tutti e non lasciare a casa nessuno.


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