Sacchetti bio a pagamento: ok a quelli propri ma solo monouso

Viene specificato, ai fini dell'individuazione del corretto spessore, che gli shopper per uso non alimentare sono solo quelli forniti negli esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari. Per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma sono previste multe che vanno da 2.500 a 25.000 euro. Assumerà del personale per vigilare tutti i clienti che di volta in volta insacchettano la frutta e la verdura, osservando se utilizzano davvero un rotolo intonso?

Su Twitter, però, l'utente Enrico scrive: "E niente... anche se non prendi i sacchetti biodegradabili perché compri 1 pezzo unico, te lo fanno pagare".

Della questione era tornato a parlare in un'intervista a Repubblica anche il ministro della Salute Gian Luca Galletti che si dichiara "fiero" del provvedimento: "Siamo una penisola - dice - sentiamo forte il pericolo della plastica in mare". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "Parliamo di cibi freschi- dice il ministro- Le norme igienico sanitarie non cambiano".

Le polemiche sui social La legge che impone dal 1° gennaio l'uso di sacchetti biodegradabili a pagamento per frutta e verdura nei supermercati sta comunque alimentando le polemiche. Un'offensiva, quella dei consumatori, indirizzata non all'oggetto in sè, quanto al costo ad essi correlato stimato in circa 15 euro l'anno a famiglia.

Nel tardo pomeriggio, nell'ultima circolare interpretativa emessa dal ministero dell'Ambiente in materia di sacchetti biodegradabili e inviata alla grande distribuzione (Coop, Federdistribuzione e Conad), si legge che le borse di plastica di qualsiasi tipo "non possono essere distribuite a titolo gratuito" dai supermercati. In merito alle bioshopper di plastica, l'intento è quello di limitarne l'uso nella speranza che i punti di vendita non si mettano più a fornirli gratis. Il Codacons - che aveva già definito l'operazione avviata dal Governo come una "tassa occulta sulla spesa" -, ha già presentato in 104 Procure un esposto contro i sacchetti biodegradabili a pagamento. Guerrini spiega anche che nelle sedi fiorentine dell'associazione "continuano ad arrivare telefonate con le più disparate richieste di informazioni". "Così - aggiunge - a novembre i supermercati si sarebbero potuti organizzare con la sportina riutilizzabile, distribuirla a dicembre nei punti vendita".

Elemento che, è evidente, rischia di complicare ulteriormente le cose.


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