Roma, maestre in piazza per lo sciopero

Dopo Roma, è Torino quella che ha risentito dello sciopero di circa un migliaio di docenti, che hanno mandato in tilt il traffico, bloccando il centro della capitale piemontese.

Disagi limitati in Toscana per lo sciopero del personale della scuola dell'infanzia e della primaria indetto per oggi dal sindacato Amief contro la decisione del Consiglio di Stato di negare alle maestre e ai maestri precari con diploma magistrale ante 2001/02 di essere presenti nelle Graduatorie a esaurimento. Una nostra delegazione è stata anche ricevuta dal sottosegretario Vito De Filippo ma non ci è stato detto niente che non sapevamo già: il ministero applicherà la sentenza. I docenti di Infanzia e Primaria hanno presidiato la sede dell'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia in protesta alla sentenza negativa dell'Adunanza Plenaria riguardo al loro inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (leggi il nostro articolo sulla sentenza). "E dispiace- conclude Barone - che manchi la solidarietà tra insegnanti e che si sia innescata una sorta di competizione tra i laureati e i diplomati". "Comunque- ha concluso la preside- i ragazzi sono entrati tutti alla prima ora, le classi che si sono trovate senza insegnate sono usciti alle 10.00 o alle 11.00".

"Bisogna porre fine subito a queste assurdità! - chiariscono quindi i Cobas - Esigiamo che il MIUR ed il governo pongano immediato rimedio (e non rinviando alla prossima legislatura) a questa vergogna che potrebbe portare ad un licenziamento di massa di 5300 lavoratori/trici, oltre che a negare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato ad altri 60 mila lavoratori/trici".

Lunedì 8 gennaio 2018 è stato il giorno dello sciopero della scuola a Roma per il caso dei diplomati magistrali. "Noi della Gilda ci stiamo muovendo attraverso canali istituzionali in un momento come questo, in cui tutte le forze politiche sono particolarmente ricettive". Siamo docenti che abbiamo garantito questi anni il servizio scolastico, aggiornandoci con corsi di laurea e post laurea.

Una situazione che ha effetti nefasti non solo sui docenti, ma anche sugli alunni, a cui spesso viene tolta la continuità didattica che consente di portare avanti un programma di insegnamento pluriennale: per questo, ha spiegato Bortoletto, molti genitori in veneto hanno solidarizzato con la protesta.


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