Rifiuti di Roma in Abruzzo: vertice in Regione

"Siamo disponibili ad essere responsabili nei confronti della Capitale d'Italia".

Dal Campidoglio replica il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco (M5S): "Portare i rifiuti di Roma in Regione Emilia Romagna costa molto di più, oltre 180 euro a tonnellata". "A Roma il sistema di raccolta ha tenuto, pur di fronte all'impennata di produzione dei rifiuti del periodo natalizio - rivendica l'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari -".

La Capitale é ancora alle prese con un nuovo assetto dopo la chiusura, dal 1 ottobre 2013 della megadiscarica di Malagrotta. "E il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato". Di qui la necessità per Ama di smaltire fuori regione, nei termovalorizzatori di Ravenna (di proprietà di Herambiente), Parona in provincia di Pavia (gestito da Lomellina Energia) e in impianti della società A2A.

Lo scrive sul suo profilo Facebook Camillo D'Alessandro, consigliere regionale con delega ai Trasporti, intervenendo sulla questione del possibile arrivo in Abruzzo di una parte dei rifiuti della capitale, in risposta al gruppo consiliare del Movimento 5 stelle in Regione Abruzzo che aveva scritto che "Lo spostamento dei rifiuti da Roma in Abruzzo dipende da un accordo tra Regione Lazio e Regione Abruzzo, entrambe a guida Partito democratico. Non posso credere che l'assessore faccia finta di non sapere che finché la Raggi non indicherà i siti dove realizzare gli impianti la Regione non potrà autorizzare nulla".

LA REGIONE LAZIO - Anche la Regione Lazio non poteva lasciar correre. Versione smentita da Buschini.

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Che hanno individuato nella Regione verde d'Europa la discarica personale dell'incapacità della Raggi di risolvere i problemi".

". L'attivazione degli accordi sui rifiuti fra Regioni, anche nel caso di quantitativi esigui, come nel caso dell'Emilia Romagna, servono a monte per legge ed era doveroso attivarli come 'valvola' di cautela. Tra le tante sparate che si sono ascoltate, la più comica è stata quella rivolta all'Emilia di voler solo fare business. Una marcia indietro dettata dai costi dell'accordo, considerati troppo elevati dal Campidoglio. Ecco la trovata: la Montanari chiede aiuto all'Abruzzo: "Gli impianti dove conferire i rifiuti di Roma sono insufficienti quindi, ci auguriamo che l'Abruzzo dia il via libera alla richiesta di accogliere rifiuti in impianti di Trattamento Meccanico Biologico".

Anche perché - ricorda - l'Abruzzo già da tempo accoglie i rifiuti di Roma. Ma la maggioranza capitolina è ancora scottata dalle polemiche sul tritovagliatore mobile dell'Ama: durante la campagna elettorale per il X Municipio - quello di Ostia - era stato promesso che mai sarebbe stato portato sul litorale. "È così difficile rispondere?", conclude D'Alessandro.

Dopo le feste la verde nicchia d'Abruzzo si sveglia con questo ingrato regalo in relazione al quale si schiera subito la parte politica, in primis il governatore D'Alfonso. Secondo me adesso diranno che la colpa è del Pd.

Di recente si è scoperto anche che il Consorzio Civeta di Cupello accoglie rifiuti dalla Puglia da un paio di anni. Per altro, se è vero ciò che ho letto oggi, e non ho motivo di dubitarne, Ama ipotizza di portare i rifiuti in Abruzzo. Stupisce perché a guardare lo stato degli impianti, girando per le officine e conoscendo l'azienda si direbbe che siamo sempre nella stessa situazione: la Capitale è costantemente a un passo dall'emergenza e si è abituata a un ciclo dei rifiuti inefficiente. "Roma ha oltre 60mila cassonetti per strada e per uno che straborda ce ne sono dieci puliti. Fino ad oggi - ha poi aggiunto Diaco - non c'è un documento ufficiale che fa venire meno l'opzione della Toscana, più conveniente per la collettività dal punto di vista economico e geografico".


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