Museo Egizio: "Se sei arabo paga uno ma entri in due"

Per quanto riguarda poi la scelta di esporre una donna velata, aspramente contestata da Augusta Montaruli, esponente torinese dell'Esecutivo Nazionale di Fratelli d'Italia, dall'Egizio spiegano che si è trattato di una questione di rionoscibilità e di simbolismo.

Una iniziativa promozionale e culturale, assai limita, che è stata criticata in modo assurdo da Lega Nord e Fratelli d'Italia. "Se volete un governo di patrioti non votate per chi censura la lingua italiana, mette il velo alle donne e usa i soldi pubblici per queste iniziative senza senso". Chiediamo che questa aberrazione sparisca immediatamente e lanciamo un appello agli italiani: salvatevi dal mix letale Pd-M5S.

Aggiungendo: "Ricordiamo che il Museo egizio di Torino prende sovvenzioni pubbliche, è finanziato coi soldi degli italiani e che tra i cinque membri del CdA ci sono un esponente designato dal Comune di Torino, uno dalla Regione Piemonte e il presidente nominato direttamente dal ministero dei beni culturali".

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo l'iniziativa del Museo Egizio di Torino non poteva che destare scalpore e scaldare gli animi di moltissimi italiani.

Il Museo Egizio di Torino è finito all'onore delle cronache in queste ultime ore a causa di una campagna pubblicitaria (in atto da circa un anno e mezzo) che sponsorizza l'ingresso "due per uno" per i visitatori arabi del museo. Perché i "nuovi italiani" con cittadinanza araba dovrebbero pagare il biglietto del museo la metà rispetto a un qualsiasi altro italiano? "Misteri egizi delle amministrazioni PD - grilline".

Sullo stesso tono anche il commento, sempre su Facebook, del segretario della Lega Matteo Salvini: "Razzismo contro gli italiani, pazzesco!".

Il museo Egizio di Torino ha lanciato una speciale promozione riservata ai visitatori di lingua araba. Ovviamente giornali e telegiornali nasconderanno la cosa: "FAI GIRARE tu questa vergogna".

Non si è fatta attendere la replica del Museo, che in un comunicato ha affermato: "Non è discriminazione, facciamo anche campagne in lingua inglese su media rivolte al mondo anglosassone e aperture a prezzi scontati in alcuni giorni per tutti".


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