Maroni ricuce con Salvini: "Solo uno sfogo, il caso è chiuso"

"Sono preoccupatissimo. Che dite, ha capito che è arrivata a fine carriera???", questa la risposta su Twitter del leader leghista. Intanto proseguono le tensioni nel centrodestra: dopo le uscite di Salvini sui vaccini, anche Giovanni Toti (l'anello di congiunzione tra Meloni-Salvini e Forza Italia) ha detto la sua, "tra l'obbligo e iil divieto preferisco l'obbligo", mentre già il senatore azzurro Romani ieri aveva commentato "Non credo proprio che l'abolizione dell'obbligo vaccinale proposto da Matteo Salvini entri nel programma del centrodestra". Ma una telefonata mi ha fatto particolarmente piacere: quella di Giorgio Napolitano.

A chi gli chiede se chiamerà il segretario della Lega per un chiarimento, Maroni risponde: "Sì, certo, siamo entrambi milanisti, di fede rossonera". Che, quindi, è solo una delle opzioni - insieme alle sanzioni ai non vaccinati - e non l'unica opzione possibile. "La verità è che siamo l'unico paese al mondo sotto esperimento, nessun altro ha 5 vaccini obbligatori". Ricordate? L'estremismo e' la malattia infantile del comunismo. La replica indiretta arriva con una intervista al Corriere della Sera dello stesso Salvini: "Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva". Che non si è ricandidato e ora dice addirittura di essere pronto a smettere con la politica. "È anche per questo che abbiamo deciso di essere d'accordo con l'obbligatorietà che va nella direzione della tutela della salute dei nostri figli rispettando la possibilità che le famiglie siano sempre informate". Solo pochi giorni fa nella conferenza stampa in cui annunciava ufficialmente di non volersi ricandidare Maroni aveva detto di voler restare a disposizione della politica, nel caso gli fosse richiesto.

Capitolo chiuso, ma soltanto per un po'.


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