Le bombe accolgono il Papa in Cile

In tre degli attacchi, le chiese hanno subito danni, soprattutto alle porte e alle facciate che sono state date alle fiamme, mentre il quarto è stato neutralizzato dalla polizia. Ma se da una parte "il Cile è un Paese cresciuto in un forte laicismo, talvolta anche molto aggressivo" è anche vero che "vediamo che la gente è alla ricerca di un rinnovamento profondo".

"La risposta entusiasmante dei volontari del Papa è stata una grande sorpresa per il Cile e per la sua Chiesa" dice a Fides Francisco Elorrieta, vice direttore del Dipartimento per il Volontariato per la visita del Papa in Cile, che si svolgerà dal 15 al 18 gennaio, commentando l'enorme affluenza di volontari, oltre 19mila, di tutte le età e zone del Paese, che si sono iscritti per collaborare negli aspetti logistici della visita papale. Un sacerdote, residente nella canonica, padre Fernando Ibáñez, ha riferito alla locale radio Cooperativa che qualche ora prima alcuni giovani erano passati davanti alla Chiesa gridando insulti. Lo riferiscono media locali che citano fonti della polizia. A questo si aggiunge il dissenso contro la visita papale - che inizierà lunedì prossimo - per via dei costi altissimi sostenuti dal governo, circa 7 milioni di dollari, necessari per gli spostamenti, la sicurezza, il dispositivo dell'accoglienza. "Il problema non è la fede, ma i milioni che si spendono", scrive su Twitter l'attivista politica Roxana Miranda, ex candidata alla presidenza del Paese, motivando l'occupazione della sede della nunziatura, dove Bergoglio risiederà. La capitale Santiago è da giorni messa a ferro e fuoco da atti di violenza simili a questi e l'attacco oggi non è certamente casuale, a poche ore dall'arrivo del Pontefice argentino in terra cilena: nella Chiesa di Santa Isabel de Hungría alcuni ignoti hanno gettato un panno impregnato di combustibile all'ingresso e poi hanno appiccato il fuoco, provocando un incendio poi controllato dai vigili del fuoco. "Papa Francesco, le prossime bombe saranno sotto il tuo abito talare". "Sono opera di piccoli gruppi che agiscono, non soltanto contro la Chiesa ma in occasioni di altri eventi importanti". Lo osservano diversi analisti che spiegano come la stessa presa della nunziatura sia un'abile manovra per amplificare il movimento di opposizione che da diverse settimane è andato espandendosi in diverse città cilene e che ora sta vivendo un "salto di qualità" assumendo i tratti di un progetto politico con un proprio impianto ideologico. "La Chiesa locale non è preoccupata per la riuscita della visita del Papa in Cile".

Anche l'arcidiocesi di Santiago si dice addolorata: questi gesti "contraddicono lo spirito di pace che anima la visita del Papa", si legge in una una nota ufficiale. "Quello che vogliamo dare è un messaggio di calma, di tranquillità".


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