La guerra fra Berlusconi e Salvini è cominciata

Lo schema è piuttosto semplice: cercano nomi da urlo, professori, cervelloni, eccellenze, nomi apprezzati sul territorio che spiazzano l'elettorato di sinistra che, a quel punto, di fronte allo scenario di rivedere Silvio Berlusconi al governo, punterebbe sul M5S, l'unico in grado di tallonare il centrodestra unito e lanciato verso la vittoria. A Reggio Calabria di Gianluigi Scaffidi, segretario dell'Anao-Assomed, l'associazione dei medici e dirigenti del Servizio Sanitario nazionale, che ha aiutato la deputata calabrese Dalila Nesci a costruire una proposta di legge sulla gestione della sanità regionale. L'abolizione del jobs act aumenterebbe i contenziosi, portando si più lavoro ma per gli avvocati impegnati nelle procedure di conciliazione. La destra ora vuole fare marcia indietro?

"Sarà contento il nordest, il mondo produttivo, vorrei vedere che ne pensano gli imprenditori di tornare al mondo del lavoro del passato", ha dichiarato il segretario Pd a Circo Massimo, la trasmissione di Radio Capital. E' stato vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera.

E contrario all'abolizione lo è anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: "Sarebbe un grave errore".

L'ex premier ne è stato il proprietario per tanti anni collezionando trofei importanti sia in Italia che all'estero. Se non esita a lanciare promesse che neppure il più berlusconiano fra i suoi tifosi potrebbe indicare come realizzabili, deve, di tanto in tanto, moderarsi. Intanto, è bene ricordare i giudizi delle principali istituzioni nazionali e internazionali, Bce, Fondo monetario internazionale, commissione Europea, Bankitalia, Ocse, all'indomani del varo del Jobs act: si è sottolineato, all'unisono, il passo avanti del nostro Paese su normative considerate fino ad allora troppo rigide e di freno a investimenti esteri e sviluppo. "Oggi con Emmanuel Macron più forte e la Germania più debole, l'asse è più forte". "Su dieci contratti otto sono stati temporanei". "Il problema non sono le tipologie contrattuali o l'articolo 18". Le parole di Silvio Berlusconi raccolte da Radio Anch'io evidenziano la volontà dell'ex premier di modificare soprattutto la disciplina legata ai licenziamenti contenuta nel decreto legislativo 23. Il giuslavorista e parlamentare del gruppo Misto (eletto nel Popolo della Libertà nel 2013) Giuliano Cazzola, considerato uno dei massimi rappresentanti del Centrodestra sulle questioni relative al lavoro, si dice sconcertato dalle dichiarazioni di Berlusconi.


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