Il segreto di Valentino Rossi: "Ma quale dieta"

Ma andiamo con ordine. Il marito e la moglie hanno lavorato per dieci anni come custodi della villa di Valentino Rossi, in strada dei Mandorli a Tavullia: che formalmente era di proprietà di una società, la Domus Mea, il cui legale rappresentante era il papà Graziano. Nel 2016 la società si è sciolta e l'unico socio rimasto, ossia Valentino Rossi, ne è diventato unico proprietario. Una vicenda risolta con un accordo, giunto nel febbraio del 2008, patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e di 16 milioni per il periodo 2005-2006.Dopo l'archiviazione del ricorso presentato dai vicini di casa del Ranch dove si allena, il famoso numero 46 dovrà fare i conti con la richiesta di risarcimento presentata dai moldavi Victor Untu e Jigan Zinaida per un ammontare complessivo di 114 mila euro.

Per voce dell'avvocato della coppia: "Ho chiesto al giudice di interrogare Valentino Rossi perché confermi di aver detto nel 2006, al signor Untu, di espletare tutto il lavoro necessario per il buon mantenimento e conservazione del complesso come se fosse casa sua".

Nella sua dichiarazione rilasciata al quotidiano marchigiano, il legale Del Prete ha spiegato che i suoi clienti lavoravano in estate dalle sei e mezza del mattino alle 21.30 e in inverno dalle 8.30 alle 18.30 per prendersi cura di un parco di 20.000 metri quadrati, con una grande piscina, giardini, una palestra con terrazza bar e varie attrezzature, garantendo potatura degli alberi, taglio dell'erba, manutenzione siepi e aiuole e provvedere a monitorare 2 km di recinzione con irrigazione delle siepi con accensione manuale delle centraline oltre a controllare 11 porte con sensori, 9 telecamere, 21 finestre, 9 stanze con sensori, un cancello automatico e 38 fari.

Gli avvocati di Rossi negano tuttavia che i due ex custodi abbiano fatto degli straordinari, in quanto Rossi non ha mai preteso o richiesto i lavori. Una questione spinosa la cui prima udienza è fissata venerdì 12 gennaio davanti al giudice Maurizio Paganelli.


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