Catherine Deneuve: No puritanesimo Lasciate che ci corteggino

Una posizione e un'ottica non assimilabile al movimento Time's Up, e delle 300 hollywoodiane sempre più combattive e impegnate.

Il tema è scottante e conquistare e mantenere il giusto equilibrio difficilissimo.

Soprattutto, siamo coscienti che l'essere umano non è un monolite: una donna può, nella stessa giornata, essere a capo di un'équipe professionale e godere dell'essere l'oggetto sessuale di un uomo, senza essere per questo né una "puttana" né una vile complice del patriarcato. Tra donne e donne... Più chiaro di così. Tra le firmatarie della lettera a Le Monde, Repubblica cita diverse intellettuali e professioniste della cultura francese, ma nessuna sotto i 50 anni.

Che non è da sola.

Il femminismo, continuano le firmatarie, non significa "odiare gli uomini e la sessualità" e proteggere le donne "non deve incatenare le donne a uno status di eterne vittime".

"Questa tribuna - si legge nel testo delle femministe - sembra un po' quel collega fastidioso, quello zio noioso che non capiscono quello che sta succedendo". Deneuve si unisce alla voce controcorrente rispetto al movimento #MeToo, nato in difesa delle vittime di abusi e violenze sessuali e che ha in Asia Argento la sua 'pasionaria', e sottoscrive che "lo stupro è un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno in maniera insistente o maldestra non è un reato, né la galanteria è un'aggressione del maschio".

La scoperta delle molestie e dei ricatti sessuali in uso a Hollywood e in tutto il mondo del lavoro americano dimostrano che questi non sono tempi buoni né per il desiderio né per l'esercizio della sessualità fra donne e uomini. A Parigi, a fine anno, le proteste avevano coinvolto una rassegna dedicata ai capolavori cinematografici di Roman Polanski, di nuovo accusato anche di nuovi abusi sessuali... "È stato creato l'hashtag "#denuncialafalsafemminista", è stato scritto "se volete molestare sessualmente, violentare, toccare i seni, il sedere di Catherine Deneuve, andate pure, a priori non dovrebbe darle fastidio". Si mettono fuori dal coro, dicono. Dalla Deneuve appunto alla critica d'arte e scrittrice Catherine Millet, dalle attrici Catherine Robbe-Grillet e Ingrid Caven alla psicanalista Sarah Chiche, e le giornaliste Peggy Sastre e Abnousse Shalmani.

Deneuve e compagne aggiungono inoltre: "Noi difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale", siamo "abbastanza mature per ammettere che la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia, ma siamo anche sufficientemente accorte per non confondere il corteggiamento maldestro con l'aggressione sessuale". Un monito dove è protagonista, all'esaltazione, "la libertà di sedurre e importunare". Siamo al punto che alcuni editori ci chiedono di rendere i nostri personaggi maschili meno "sessisti", di parlare di sessualità e amore con mille limiti o ancora di garantire che "i traumi subiti dai personaggi femminili" siano resi più evidenti!


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