C'è una notizia importante su Renzi e le banche

A gennaio 2015 l'allora premier Matteo Renzi avrebbe rassicurato l'imprenditore Carlo De Benedetti che il decreto banche sarebbe passato. La certezza con cui De Benedetti parla in merito al provvedimento ("passa...passa") lascia presagire che non si riferisse ad un disegno di legge, bensì proprio ad un decreto che, essendo una misura d'urgenza, viene approvato in tempi molto più brevi rispetto ad un normale provvedimento di iniziativa parlamentare. Su segnalazione della Consob e del suo presidente Giuseppe Vegas, che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli, la Procura di Roma tre anni fa aprì un'indagine sull'ipotesi di insider trading. Ora però la valutazione della telefonata dovrà essere esaminata dai componenti della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche che devono scrivere la relazione sugli accertamenti compiuti negli ultimi mesi sulla gestione della crisi delle banche popolari che ha causato perdite per milioni di euro e ha coinvolto migliaia di risparmiatori. In Procura infatti De Benedetti dichiara di non aver appreso nessuna informazione "price sensitive", ma "soltanto genericamente di un intervento sulle Popolari in un tempo indeterminato, per volontà del governo". C'era un'agenzia sul fatto che avremmo fatto quella riforma'.

Un portavoce dell'Ing. De Benedetti ricorda invece che "non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata da parte sua". "Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa". Due anni dopo quelle conversazioni si attende ancora la decisione del gip sulla richiesta dei pm. L'approvazione della norma era ampiamente nota - continua -, al punto che UBS aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle banche Popolari.

Il decreto ha obbligato le banche popolari con attivi oltre gli 8 miliardi a trasformarsi in società per azioni e a mettersi sul mercato entro il 27 dicembre 2016, abbandonando il voto capitario (ad ogni azionista corrisponde un voto a prescindere dal valore dell'investimento) e perdendo dunque la loro specificità di essere non scalabili.

Il materiale è contenuto anche in un procedimento della Procura della Repubblica di Roma, per il quale pende una richiesta di archiviazione. Tra le altre cose, acquisisce la registrazione della telefonata. È in questa fase che IntermonteSim rivende le azioni, consentendo a De Benedetti di ottenere plusvalenze per circa 600mila euro.

Agenpress - "Io penso che se fosse capitato a me sarei già in croce, vediamo come andrà a dipanarsi ma quel conflitto di interessi attribuito a me e alle mie aziende fa sorridere mentre vedo che il signor De Benedetti i cui giornali hanno fatto campagna contro di me oggi è stato preso con le mani nella marmellata".


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