Uber è "una società di trasporti". E gli Stati Ue possono bloccarla

Le parole usate dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea pongono una pietra tombale sulle ambizioni di Uber di potersi definire come qualcosa di differente rispetto a quello che le sue ambizioni suggerivano: Uber è da oggi di fatto e in modo inappellabile un servizio di trasporto e il fatto che l'organizzazione del lavoro avvenga tramite app e smartphone non cambia la natura del contesto entro cui il gruppo opera. Il tribunale si è quindi rivolto alla Corte di Giustizia europea, che ha accolto il parere dell'avvocato generale della Corte di Giustizia. Dopo la causa Uber aveva sospeso le sue attività in Spagna per poi riprenderle nei mesi successivi, ma solo a Madrid. Una società che in quanto tale va regolamentata, esattamente come tutte le altre. La conseguenza diretta, secondo i giudici del Lussemburgo, è che il servizio di messa in contatto con conducenti non professionisti fornito dalla app deve essere escluso dall'applicazione della libera prestazione dei servizi nonché delle direttive Ue sui servizi e sul commercio elettronico. "Gli stati membri - conclude la Corte di giustizia europea - possono di conseguenza disciplinare le condizioni di prestazione di tale servizio". Ma in compenso dai vertici di Uber viene sottolineata la necessità di adottare delle leggi per la regolamentazione dei trasporti che siano al passo con i tempi e che siano in grado di offrire ai cittadini europei la possibilità di beneficiare dell'innovazione tecnologica per muoversi in totale libertà all'interno delle città.

In compenso Uber ha presentato anche delle innovazioni in termini di servizi, consentendo ad esempio all'utente di verificare il nome del conducente, la targa del veicolo e l'itinerario seguito, il tempo di attesa e la spesa complessiva. Palla agli Stati, dunque, che dovranno regolamentare l'utilizzo del servizio. Per i giudici catalani, però, non si può prendere una decisione se prima non si scioglie un'ambiguità: Uber è un operatore del commercio elettronico, quindi non fa concorrenza sleale ai taxisti, o dei trasporti, e quindi deve adeguarsi alle regole del settore? "Come ha affermato il nostro nuovo ceo - conclude l'azienda nella sua nota - è opportuno regolamentare servizi come Uber e così continueremo il dialogo con le città di tutta Europa".


Popolare

COLLEGARE