Trump e Gerusalemme capitale d'Israele: la questione infiamma il Medio Oriente

"È dal 1980 che i presidenti americani succedutisi" alla Casa Bianca "conoscono la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione", ha aggiunto il Aboul Gheit esortando: "quindi evitate di compiere questo passo".

'Dall'inizio dell'anno, l'Unione europea ha chiarito le sue aspettative che ci possa essere una riflessione sulle conseguenze che potrebbe avere qualunque decisione o atto unilaterale sullo stato di Gerusalemme', recita un comunicato diffuso nelle ultime ore dalla Mogherini.

Non solo: anche il presidente francese, Emmanuel Macron , ha espresso ieri sera la sua "preoccupazione" al capo della Casa Bianca "sulla possibilità che gli Stati Uniti riconoscano unilateralmente Gerusalemme come capitale dello stato d'Israele" ricordando che la questione dello "status di Gerusalemme dovrà essere risolto nel quadro dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi". Con lo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, gli Stati Uniti riconoscerebbero di fatto la capitale contesa, mai riconosciuta dalla comunità internazionale, come capitale dello stato di Israele.

Di fronte alle crescenti minacce di Hamas, che ha già annunciato una ripresa dell'intifada, il sistema di difesa israeliano si sta preparando per una "possibile violenta" rivolta palestinese in Israele, principalmente a Gerusalemme. Finora però nessuna presa di posizione ufficiale da parte del segretario di Stato Rex Tillerson. I palestinesi non hanno dubbi: l'eventuale decisione "decreterebbe" la fine dello sforzo americano di rilanciare il processo di pace.

Anche Papa Francesco si è mosso avendo uno scambio telefonico con il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas): lo ha confermato all'Ansa il portavoce della Santa Sede, Greg Burke. A sua volta il leader di Yesh Atid, Yair Lapid, ha detto che Israele "non si farà minacciare".

Comunque sembra che l'ambasciata statunitense in Israele non sarà spostata a Gerusalemme prima di sei mesi. Una decisione verrà resa nota nei prossimi giorni'.

Anche il re di Giordania Abdullah II ha criticato la decisione dell'amministrazione Trump di spostare l'ambasciata a Gerusalemme; un trasferimento che potrebbe avere "gravi ripercussioni sulla stabilità e la sicurezza della regione" e infiammare le tensioni tra cittadini di fede diversa.

A confermare l'intenzione di Donald Trump le parole pronunciate martedì 28 novembre a New York dal suo vice, Mike Pence, che aveva specificato come il presidente stesse "attivamente considerando quando e come mantenere la promessa fatta in campagna elettorale".


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