Trump attacca la Cina: "Dà petrolio a Pyongyang. Sono molto deluso"

La Cina ha dato il suo consenso a un inasprimento delle sanzioni contro Pyongyang, alleato storico con i quali i rapporti sono sempre più in freddo. Una notizia che sembrerebbe avvalorare le accuse di Trump e vanificare la piccata replica di Pechino che parla di notizie "non accurate" e afferma che non permetterà mai alle sue compagnie di "violare le risoluzioni dell'Onu" volte a contrastare i programmi di armamento nucleare del regime di Kim.

Ieri Trump, su Twitter, aveva attaccato Pechino con queste parole: "Colta IN FLAGRANTE - molto deluso che la Cina stia permettendo che il petrolio vada in Corea del Nord. Non ci sarà mai una soluzione amichevole se questo continua a succedere". Contraria alle sanzioni anche la Russia, che il 27 dicembre si è offerta come mediatore fra Stati Uniti e Corea per disinnescare la pericolosa ostilità. Contestualmente gli Usa mantengono nelle proprie basi in Corea del Sud circa 33mila militari, da anni vengono compiute esercitazioni navali e militari e soprattutto lì gli Usa hanno istallato armi di ogni genere, in pratica sotto la casa del nemico.

Mercoledì, la stampa ha riferito, citando fonti diplomatiche, che le navi cinesi scambiavano segretamente prodotti petroliferi con il regime di Kim Jong-un in violazione della risoluzione 2375 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), approvata a settembre.

"Fare clamore senza ragione attraverso i media non contribuisce al rafforzamento della difucia reciproca e delal cooperazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. L'operazione clandestina sarebbe una violazione all'embargo imposto alla Corea del Nord da parte del Consiglio di Sicurezza Onu. Sulla lista presentata agli ambasciatori del Consiglio di sicurezza le navi erano 10, ma proprio la Cina si è opposta al blocco di 6, per quanto "la procedura rimanga aperta", come ha riportato un diplomatico.


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