"Trapani più forte di Catania e Lecce". Dopo partita, parla Calori

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LA CLASSIFICA - "Siamo a meno tre, il campionato è lungo: questa partita non ci dà il primato, ma non ci penalizza rispetto a prima". E sono proprio le sortite di quest'ultimo a creare i primi pensieri alla difesa del Catania. I calci piazzati sono l'arma in più dei rossazzurri: da un calcio d'angolo, infatti, scaturisce il colpo di testa di Aya che costringe Furlan ad un intervento salva risultato. Silvestri manda la sfera alle spalle di Pisseri. Poi la sfera finisce a Maracchi che però al momento del tiro viene ostacolato da Marras. Il Catania attacca, ma rischia ancora una volta quando Reginaldo impegna Pisseri con un tiro pericoloso. Il derby si chiude sul 2 a 0. Il modulo, salvo sorprese, sarà sempre il 4-3-3, con il trio Di Grazia, Russotto e Curiale (ex della gara al pari di Fornito) pronti a far male alla retroguardia granata. Lodi ci prova al sessantesimo, senza trovare la porta. Al 18' un colpo di testa di Marchese trova Furlan pronto alla respinta.

Al tecnico granata va riconosciuta la sua fetta di merito del successo perché se un derby è una partita che di per sé determina motivazioni, tatticamente ha impostato i suoi in maniera tale da contrastare le tante "vecchie volpi" del Catania, tra l'altro particolarmente accreditate ed efficaci soprattutto a centrocampo. Calori inserisce Murano al posto di Evacuo, mentre Mazzarani spreca un'altra occasione da rete per il Catania.


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