Sassuolo, Cannavaro: "È come lasciare casa. Il calcio non mi mancherà"

Dopo quasi vent'anni di carriera e quattro in neroverde, Cannavaro raggiunge il fratello Fabio in Cina, dando concretezza ad una decisione "sofferta, ma ben ponderata: non mi mancherà il campo perché ho scelto io, ma mi mancherà vivere il quotidiano con i compagni, ragazzi fantastici". La mia ambizione era troppo forte e per questo ringrazio il presidente Squinzi e Carnevali. Io mi sono sentito di dirgli che doveva fare quello che pensava meglio per il suo futuro. La domenica? Sarà una sensazione strana. "Sapere di smettere ma fare qualcosa che mi tiene impegnato è un privilegio". Il mio compito sarà quello di assistere Fabio a 360° come collaboratore tecnico. Numericamente parlando è impossibile fare paragoni con altre realtà. "Il cinese sarà difficile da imparare, ci accontenteremo dell'inglese".

"Fino ad un paio di giorni fa ero completamente concentrato sul Sassuolo, e con il mio nuovo ruolo di collaboratore tecnico ho tempo per prendere confidenza, visto che comincerò il precampionato con loro". E lascio una piazza che mi ha accolto e sostenuto sempre con grande calore, non facendomi mai pesare quel rapporto speciale che ho con Napoli e con il Napoli e non ho mai nascosto. "L'impresa più bella è la salvezza del primo anno, quando a gennaio avevamo solo 17 punti, le lacrime dei compagni sono una fotografia che non cancellerò mai". Loro lo hanno accettato e questa cosa mi ha reso felice. "Mi hanno capito e rispettato e li ringrazio anche per questo".

Il momento più bello del quadriennio neroverde? Pensare di salvarsi con una giornata di anticipo non era assolutamente semplice. Quello meno bello è stato l'eliminazione dall'Europa League, quando abbiamo visto la nostra squadra decimata a causa di tanti infortuni. Roma-Sassuolo? Ho sempre stimato Di Francesco come allenatore: è un esempio per me, è stato uno dei tecnici che mi hanno fatto venire l'idea di allenare. "Scudetto? Ho una sola speranza, sapete qual è".


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