Russiagate, Flynn è accusato di aver mentito all'Fbi

"Le sue false dichiarazioni riflettono le menzogne che disse a funzionari della Casa Bianca e che condussero alle sue dimissioni del febbraio scorso", ha continuato Cobb. Flynn ha aggiunto di essere pronto a collaborare con la giustizia.

Michael Flynn, ex consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, si dichiarerà colpevole di aver mentito agli agenti Fbi sui suoi contatti sulla Russia.

Per tutta risposta, in aula, la Casa Bianca minimizza il ruolo di Flynn: era un funzionario di Obama, spiega la difesa.

L'ex generale diverrebbe fondamentale per Mueller, che si potrebbe avvalere della sua collaborazione per entrare ancora più nel dettaglio nei retroscena della tanto discussa campagna elettorale di Mr. Donald. Come parte dell'accordo, Flynn ha definito le sue azioni "sbagliate" e ha ammesso che "importanti membri" del team di Trump sapevano delle sue conversazioni con l'ambasciatore. Non va dimenticato che nell'ultimo anno le sole inchieste giornalistiche hanno portato alla luce decine di affari opachi in cui l'ex generale è protagonista, non ultimo una trama per rapire e consegnare alla Turchia Fethullah Gülen, il predicatore inviso a Erdogan rifugiato negli Stati Uniti. Lo si legge in una nota diffusa dallo stesso Flynn. Il Tycoon invece lo aveva nominato a capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Da Washington fanno sapere: "Nei capi di accusa e nella dichiarazione di colpevolezza di Flynn non c'è nulla che coinvolga altre persone". Ma l'evidenza dei fatti lo aveva contraddetto. L'accusa è di aver mentito all'Fbi nel corso di una deposizione sotto giuramento, riguardo al contenuto di un incontro che Flynn ebbe con l'ambasciatore russo. Bugie anche sui colloqui relativi a Israele. L'ex consigliere della sicurezza di Donald Trump quindi ha confermato di aver rilasciato alcune dichiarazioni false all'FBI nel caso del Russiagate.


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