Mps, tutti assolti in appello Mussari, Vigni e Baldassarri

Assolti per "non aver commesso il fatto".

Banca MPS (-1,1%) passa in territorio negativo dopo che i giudici della terza sezione penale della Corte di appello di Firenze hanno assolto gli ex vertici dell'istituto nel processo a loro carico per ostacolo alla Vigilanza in merito alla vicenda del derivato Alexandria: in base alla sentenza il fatto non costituisce reato.

In primo grado l'ex presidente Giuseppe Mussari, l'ex direttore generale Antonio Vigni e l'ex capo dell'area finanza Gianluca Baldassarri erano stati condannati dal tribunale di Siena a tre anni e sei mesi di reclusione e a cinque anni di interdizione.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. I tre imputati erano accusati di concorso in ostacolo alla vigilanza, relativamente alla omessa comunicazione a Banca d'Italia del contratto con i giapponesi di Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. Sono stati tutti assolti in appello infatti gli ex vertici di Mps per la ristrutturazione del derivato Alexandria. Quell'accordo, ritrovato nel 2012 nella cassaforte dell'ex direttore generale, avrebbe contribuito - sempre secondo l'accusa - ad ampliare il gia' consistente buco in Mps creatosi dopo l'acquisto di Banca Antonveneta, operazione finita anch'essa nel mirino dei magistrati, quelli milanesi. Mussari Vigni e Baldassarri hanno intanto, però, in corso un altro processo a Milano, per aggiotaggio e falso in bilancio. Secondo i giudici della Corte di Appello di Firenze, infatti, tutto si è svolto alla luce del sole: nessuno ha nascosto a Consob e Bankitalia il contratto sui derivati che ha affossato la banca più antica del mondo.

Giuseppe Mussari non era presente alla lettura della sentenza, ma il suo legale, l'avvocato senese Fabio Pisillo, dopo la lettura ha affermato: "ho subito chiamato Giuseppe Mussari al telefono".


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