Legislatura: ultimo atto? Gentiloni al Colle

Si è appena conclusa la conferenza stampa di fine anno del premier Paolo Gentiloni. E le assenze di alcuni ministri al Consiglio dei ministri in cui il premier Gentiloni confermò Ignazio Visco alla guida di Banca d'Italia potrebber avere un "significato politico". Dunque, anche questo passaggio non è stato certo il massimo della credibilità. In tal caso inoltre servirebbero nuove consultazioni da parte del Capo dello Stato dopo le elezioni del 4 marzo, per individuare una maggioranza a sostegno di un nuovo governo, nuove trattative tra i partiti e possibili nuove elezioni: a giugno-luglio (come alcuni giá sollecitano, anche se la scadenza appare particolarmente difficile), oppure a ottobre-novembre. Un lungo intervento, ma importante, perché oltre ad essere quello di fine anno, segna anche la fine di questa legislatura.

"Era quasi impossibile immaginare una seconda conferenza stampa del mio governo, un anno dopo, siamo qui, non abbiamo tirato a campare, il mio governo ha fatto pochi annunci ma non ha preso poche decisioni". "Al governo - ha proseguito - ho potuto contare su ministre e ministri di grande qualità, che hanno fatto un lavoro straordinario", a dimostrazione che "in Italia c'è una sinistra di governo, da Letta a Renzi al governo che io ho presieduto". Tant'è che il restante budget è stato destinato ai classici provvedimenti a pioggia di stampo elettorale. "Non si tratta solo essere al passo con i tempi ma di ridurre le disuguaglianze". Non una visione, non una prospettiva, non una meta, economicamente parlando, da raggiungere. Siamo abbastanza vaccinati: io sono il ventottesimo presidente del Consiglio, mentre altri Paesi europei simili al nostro non arrivavano a dieci, quindi la frequenza di cambiamenti di premier non è una cosa di oggi. "Nei limiti fissati dalla Costituzione, dalle leggi e dalla prassi il governo governerà" ha assicurato il presidente del Consiglio. Svuotando praticamente di senso (e soprattutto di fondi) il bonus bebè che, addirittura, in una prima fase non doveva nemmeno essere rifinanziato. Una soluzione, questa del mantenere Gentiloni fattivamente in carica al di lá della consueta ordinaria amministrazione, che sembra essere necessaria per mantenere un premier nel pieno esercizio delle sue funzioni e in grado di affrontare ogni questione si proponesse. "C'è una strada seria che si può percorrere da gestire in modo sicuro, continueremo su questa strada". A Roma si direbbe: e te credo che nun ce se crede.

Un appuntamento quest'anno che coincide anche con la fine della XVII legislatura: "è stata una legislatura fruttuosa, l'Italia si è rimessa in moto dopo la piu' grave crisi del dopoguerra e lo ha fatto innanzitutto per merito degli italiani, ora non si devono dilapidare questi sforzi". Sempre in campo economico, il premier ha voluto affermare la "bontà" del reddito di inclusione "nel proliferare di promesse fantasiose"; "la spinta per l'assunzione di giovani al Sud"; l'intervento "sulle più rilevanti crisi bancarie" per "salvaguardare il risparmio ed evitare conseguenze di sistema" senza "dare i soldi ai mariuoli".

"Per quanto riguarda il deficit - ha aggiunto il premier - l'Italia ha le carte più che in regola".


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