La persona dell'anno 2017 secondo Time? Le Silence Breakers di mee too

"Immaginate cosa sarebbe successo al progresso nei diritti civili se Rosa Parks avesse avuto un account Twitter", scrive il direttore di Time, Edward Felsenthal, per spiegare come mai, quest'anno, ha deciso di dedicare la copertina "Persona dell'anno 2017" al movimento #metoo, il popolare hashtag del dopo-Weinstein.

La fine del 2017 si avvicina e la rivista statunitense Time ha eletto le persone dell'anno che si sono distinte per talento, determinazione e forza negli ultimi 365 giorni. A chiudere il lotto delle vincitrici ci sono Adama Iwu ed Isabel Pascual, la prima per aver lanciato il sito "We said Enough" e la seconda per aver reso pubbliche le minacce subite a lavoro dopo la denuncia. Il loro merito è stato quello di aver spinto le rappresentanti del sesso femminile a smettere di accettare l'inaccettabile, invitandole a denunciare tutti gli abusi e gli atteggiamenti misogini che solitamente si accettano nel più totale silenzio. Il settimanale ha premiato le cosiddette "Silence Breakers". Ma anche di persone non celebri come Dana Lewis, cameriera al Plaza Hotel di New York che ha denunciato il celebre albergo per aver "normalizzato e banalizzato gli assalti sessuali verso le donne dello staff". Una prossimità il cui senso non è sarcastico, ma letterale: le donne che hanno scoperchiato il vaso della violenze subite vincono, quanto a impatto mediatico e potenza comunicativa, rispetto al più controverso e antimoderno presidente degli Stati Uniti.

"Mi ha chiamato Time per dirmi che sarei stato probabilmente nominato persona dell'anno di nuovo, ma che avrei dovuto rilasciare un'intervista e fare un servizio fotografico".

Immediate le reazioni postive alla scelta: fra le prime persone a retweetare il suo entusiasmo anche l'attrice italiana Asia Argento.


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