La chemio non si può imporre: assolto Lino Bottaro

"Sono più i morti dopo la chemioterapia rispetto a quanti al giorno d'oggi sono ancora in vita" aveva scritto la giovane in una lettera indirizzata al tribunale, ribadendo la volontà di ricorrere a cure alternativa, in particolare seguendo la teoria di Hamer, l'ex medico tedesco radiato dalla professione nel 1986 e morto a luglio di quest'anno. La ragazza, studentessa dell'istituto agrario, era stata colpita dalla malattia all'inizio dello scorso anno.

Per questo motivo la procura di Padova aveva chiesto il rinvio a giudizio dei genitori per omicidio colposo, non avendola aiutata a scegliere cure adeguate.

Prosciolti perché il fatto non costituisce reato, non andranno quindi a processo i genitori di Eleonora Bottaro, la ragazza diciottenne di Bagnoli, nel padovano, morta per una leucemia, e che aveva rifiutato di farsi curare con la chemioterapia.

Che ruolo avevano avuto i genitori in questa decisione? Secondo la ricostruzione della procura, Lino Bottaro e Rita Benini avevano convinto la figlia a non sottoporsi alla chemioterapia come consigliato dai medici.

Insieme si erano rivolti anche all'Istituto oncologico della Svizzera italiana, a Bellinzona, dove però le era stato spiegato che una guarigione sarebbe stata possibile solo attraverso la medesima cura prospettatale in Italia e da loro rifiutata.

Il comitato etico dell'Azienda ospedaliera di Padova si riunì e mandò una segnalazione al Tribunale dei Minori e i genitori di Eleonora arrivarono a perdere la patria potestà sulla figlia.

Nella sentenza ha dunque prevalso, ed è una delle prime volte (al punto che potrà costituire un precedente), il principio della libertà di scelta delle cure mediche e di autodeterminazione anche in un minorenne.


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