Ius soli, un incubo forse scongiurato. Il Senato non lo discute più

"Perché per noi ora la priorità è il disegno di legge sul fine vita", ha affermato invece il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. "Abbiamo chiesto e ottenuto che alle 19 l'Aula si interrompa, faremo una riunione di gruppo e domani presenteremo gli emendamenti", sottolineando come questa decisione abbia colti il suo gruppo "di sorpresa", scatenando il dibattito fra le forze politiche anche fuori dall'aula.

Il presidente del Senato Pietro Grasso è stato di parola: la legge sul biotestamento approda oggi in aula a Palazzo Madama.

Secondo Civati il clima è peggiorato per vari motivi: "Sulla questione migratoria si è aperta una contesa politica efferata, poi siamo in campagna elettorale, inoltre si arriva come ultimo provvedimento a una legge di civiltà".

"Lasceremo libertà di coscienza al gruppo sul biotestamento ma vogliamo entrare nel merito del provvedimento visto che la Camera ha potuto analizzarlo e noi no perché lo hanno blindato". "Abbiamo chiesto che si mettesse lo Ius soli al primo punto dell'ordine del giorno dei lavori dell'Aula, ma ci hanno detto di no", informano Loredana De Petris e Cecilia Guerra di Sinistra Italiana e Mdp. Zanda ha poi spiegato che il calendario elaborato dalla conferenza dei capigruppo del Senato fino a Natale è "realistico", quindi è possibile anche approvare lo ius soli che pure è stato collocato all'ultimo punto. "Cioè - precisa il presidente dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio - lo discuteranno il giorno del mai.e io sono contento".

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Si tratta insomma di una decisione talmente autolesionistica da far pensare che dietro di essa ci sia uno stratega emulo di quei generali borbonici che, quando Garibaldi sbarcò in Sicilia, conducevano i propri uomini al disastro perché erano stati corrotti dagli inglesi. Il ddl è forte dell'intesa tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle.


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