Ilva, Emiliano impugna il piano Galletti: "Stupito dalla Regione"

"E' legittimo che la regione Puglia ed il comune di Taranto diano il proprio contributo positivo su questa vicenda, ma tutto questo non deve avvenire ponendo veti o allungando i tempi per rinviare le decisioni opportune". Con il risultato di lasciare il sito di Taranto appeso alla decisione del Tar. "È inutile proseguire una trattativa finché non è chiaro il quadro del confronto. Se il Tar di Lecce accoglie l'impugnativa, l'amministrazione straordinaria dovrà procedere allo spegnimento dell'Ilva". E in platea, dove erano presenti i vertici della Fiom e il presidente di Federacciai, è calato il silenzio. "Ma si sappia, se Regione e Comune usano tutti i mezzi necessari per far saltare l'Ilva, l'Ilva salta".

Il ministro Calenda allora ha congelato la trattativa con i sindacati, volendo aspettare quanto stabilirà il Tar per farla ripartire. Ma malgrado le proteste sindacali, Emiliano rafforza la sua opposizione al progetto, "Calenda - dice - vuole utilizzare me e il sindaco di Taranto come capri espiatori, dandoci la colpa dei loro fallimenti, il decreto del governo è illegittimo". "Questo non è il momento dei tribunali, c'è una trattativa in corso, è il momento della responsabilità". Allarme che ha indotto in serata il presidente della Regione ad intervenire, da Bruxelles, con un appello a mantenere la calma. Un decreto che rimanda al 2023 l'adempimento delle misure ambientali obbligatorie dell'Aia che l'Ilva dovrebbe aver già attuato, e che, ha sottolineato, "non tutela la salute dei cittadini". Il Ministro poi precisa: "Nonostante la presentazione dettagliata di piano ambientale e industriale fatta al tavolo istituzionale del Ministero, peraltro disertato all'ultimo minuto dal Sindaco di Taranto, l'impegno preso a convocare un tavolo dedicato a Taranto e l'anticipo dei lavori di copertura dei parchi confermato oggi dai commissari, continua la sistematica e irresponsabile opera di ostruzionismo delle istituzioni locali pugliesi" Infine Calenda conclude amareggiato: "Si tratta credo del primo caso al mondo in cui un investimento di riqualificazione industriale di queste dimensioni viene osteggiato dai rappresentati del territorio che più ne beneficerà". "Capisco che il ricatto occupazionale sia pesantissimo, ma il sindacato deve sapere che noi agiamo nell'interesse della salute dei cittadini e quindi anche dei lavoratori". Vi prego di non mettere a rischio ILVA. Hanno determinato in questo modo una concentrazione ben superiore alla quota massima che può essere posseduta dallo stesso operatore nel settore dell'acciaio.

Del resto la storia della privatizzazione dell'Ilva e della sua fabbrica di Taranto ci ricorda che dal 2 maggio del 1995 - giorno di ingresso del management del Gruppo Riva - l'accelerazione impressa alla sua produzione e i ricavi che ne derivarono consentirono all'acquirente di riacquistare entro un triennio le quote che molti istituti bancari creditori della vecchia Ilva avevano girato a capitale nella società al momento del suo trasferimento dall'Iri alla famiglia Riva. "Non ce l'hanno nemmeno in Arabia Saudita". Perché il Presidente Emiliano fa la voce grossa quando la competenza nell'applicare le Norme appartiene ad altri Enti, mentre si defila quando la possibilità, se non il dovere, di applicare le Leggi è nelle sue mani?


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