Ilva: confronto serrato tra Calenda ed Emiliano

Regione Puglia e Comune di Taranto si sono presentate al ministero dello Sviluppo Economico senza offrire garanzie sul ritiro del ricorso, mandando su tutte furie Calenda, che ha sempre affermato che questa fosse la condizione preliminare per intavolare la discussione.

Le precisazioni giungono dopo che oggi il tavolo di confronto, cui partecipavano anche il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, ha registrato forti tensioni e una rottura dei negoziati.

Secondo il presidente della regione Emiliano, "il clima era positivo da parte di tutti, poi a un certo punto c'è stato uno scambio di sms tra Calenda e De Vincenti (ndr. poi smentito però dallo stesso Calenda) e Calenda ha avuto una crisi nervosa". Su Twitter è intervenuto l'ex premier Matteo Renzi: "Chiusura ILVA sarebbe tragico errore per i lavoratori di Taranto ma anche per tutto l'indotto del Mezzogiorno".

ILVA: FINALMENTE UN TAVOLO UNICO TRA REGIONE PUGLIA, COMUNE DI TARANTO, GOVERNO, SINDACATI E AZIENDA.Per la prima volta, grazie alla presentazione del ricorso, siamo finalmente riusciti a ottenere un tavolo unico, dove il sindacato, l'azienda, il Governo, la Regione Puglia, e il Comune di Taranto discutono del piano industriale e del piano ambientale dell'ILVA di Taranto.

Se il Comune di Taranto e la Regione Puglia non ritireranno il ricorso al Tar sull'Ilva, il tavolo avviato qualche mese fa puo' considerarsi concluso e il 9 gennaio partira' il processo di spegnimento del polo siderurgico. Il messaggio di Calenda è stato raccolto dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che sembra esser pronto a ritirare il ricorso. In sostanza, secondo il ministro, "la presenza di un giudizio di merito dei giudici che può arrivare anche dopo 2-3 anni, determina la sospensione degli investimenti dell'investitore che perderebbe tutti i soldi che ha investito", se il ricorso venisse accolto.

"Il ricorso resta in piedi per garantire alla Regione Puglia l'effettiva volontà dei soggetti del tavolo di proseguire con profitto la trattativa, anche al fine di proteggere le legittime istanze regionali da possibili colpi di testa o mutamenti di umore come quelli che si sono verificati oggi. Altrimenti, aria fritta. questa riunione di oggi non può superare le norme vigenti che attengono l'Aia'".

Il tavolo istituzionale "ha affrontato tutti i nodi all'ordine del giorno richiesti dalle istituzioni locali, in particolare l'anticipo della copertura dei parchi minerari", ha spiegato il ministro per lo sviluppo economico, aggiungendo che si tratterà di un'opera "di dimensioni notevoli", visto che la copertura del solo parco minerale "investirà un'area grande quanto 28 campi di calcio, alta quasi 80 metri e larga 254".

Se seguissimo la linea indicata dal Governatore dovremmo annullare il Piano Ambientale, ovvero lo stesso effetto dell'accoglimento del ricorso al TAR. L'incontro, non era preceduto dai migliori auspici. Invece sarà ricordato per la rottura (forse) definitiva tra il governo e le istituzioni locali pugliesi che hanno promosso il ricorso al Tar sul decreto che ha approvato il piano ambientale presentato da ArcelorMittal. Il governatore ed il sindaco si assumeranno le loro responsabilità - ha precisato Calenda -. La disponibilità al ritiro della sola richiesta di sospensiva mostrata da Michele Emiliano - prosegue Calenda - "non basta perché, come spiegato al tavolo, manterrebbe il rischio per l'investitore di perdere tutti gli investimenti effettuati sino all'esito del ricorso".

"Il muro contro muro - ha continuato Borraccino - sta diventando una specie di messa in scena fra le parti, che rischia di produrre solo un'asta al ribasso nei confronti della tutela del lavoro e della tutela della salute".


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