Il fine vita a processo, la vittoria utile di Dj Fabo

Talmente dura che Carmen Carollo non ce l'ha fatta ed è scoppiata a piangere.

I pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini, durante l'udienza dell'8 novembre, avevano chiesto e ottenuto di poter proiettare in aula il video dell'intervista realizzata da Giulio Golia per "Le Iene" al 40enne per dimostrare le condizioni fisiche in cui si trovava e la lunga agonia a cui sarebbe andato incontro nell'attendere la fine senza supporto medico-farmacologico che ha avuto nella clinica svizzera "Dignitas", nei pressi di Zurigo, dove è morto il 27 febbraio scorso.

Un processo, questo, che si inserisce quindi in uno scenario più ampio, legato alla battaglia di Cappato, promotore della campagna EutanaSia Legale e che potrà dare vita ad una riflessione collettiva sul biotestamento. Una vita che ha senso solo se vissuta in modo dignitoso. E, subito dopo, Fabiano ha schiacciato con la bocca il pulsante che gli ha consentito di morire.

Dopo Valeria ha parlato anche la mamma di dj Fabo. Poche semplici parole che Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, disse alla fidanzata Valeria poco prima di andare a morire in una clinica svizzera con il suicidio assistito. Il filmato integrale (tutto il girato dell'intervista, mai mostrato prima) verrà proiettato in aula davanti ai giudici togati e popolari in una delle due udienze già fissate per il 4 dicembre e il 13, in cui saranno anche sentiti tutti i testimoni. Lo disse subito alla madre: "Io voglio che tu accetti questa cosa mamma, io voglio morire". La ragazza racconta ancora che Fabiano "aveva dolori costanti, come dei forti crampi, ma costanti". Fabiano voleva il suicidio assistito e, alla fine, ha potuto esaudire il suo desiderio grazie all'associazione Luca Coscioni. La cosa più insopportabile per lui era quella di non vedere più, ha raccontato Valeria, ricostruendo l'ultimo, difficile periodo di vita di Fabiano.

"Io stavo combattendo la 'signora morte' e sentivo che stava vincendo lei, ma Fabo mi disse 'Tu non devi sentirti sconfitta, per me questa è una vittoria'". Della sua speranza di tornare il più possibile alla vita di prima dell'incidente, del tentativo fallito della terapia delle staminali e di quando decise di "mollare". Per lui, ha detto la donna, "la libertà era un valore importante e se con la sua scelta e con la sua battaglia pubblica e anche mediatica fosse riuscito a smuovere qualcosa ne sarebbe stato contento". Ora serve il coraggio politico per approvare la legge sul testamento biologico per evitare che si ripetano processi simili e che due persone così siano costrette a raccontare un fatto così personale come la morte di un figlio e di un compagno.


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