Grandi proteste in Iran contro il regime islamico di Khamenei

Idranti e lacrimogeni della polizia hanno disperso i giovani che protestavano contro il governo a Teheran dopo che le autorità avevano diffidato la popolazione dal partecipare a "raduni illegali". E alla fine della giornata di ieri alcuni video diffusi sui social network mostravano due corpi per strada coperti di sangue, forse morti, nella città di Dorud, mentre altre fonti non verificate arrivavano addirittura a contare sei morti in tutto il Paese. Abituato ad essere sempre criticato dagli ultraconservatori, che guardano alla Guida suprema, ora Rohani si trova nel mirino anche dei riformisti radicali, delusi per gli scarsi risultati ottenuti sul piano interno: dall'economia ai nodi mai risolti delle libertà personali e politiche. Nel contempo intanto, sia nella capitale, come in altre località, decine di migliaia di persone hanno organizzato manifestazioni a favore dell'attuale Governo e del presidente Hassan Rohani.

Ma il suo intervento difficilmente riscuoterà consensi tra gli iraniani, consapevoli che parte dei problemi economici del loro Paese sono legati alle sanzioni bancarie americane, ancora in vigore. Quelle del 2009 furono le proteste più importanti e significative nella storia recente dell'Iran e furono seguite da una reazione repressiva da parte dello stato. Man mano che passano le ore la protesta aumenta, ed a nulla sembrano valere gli appelli espressi dal governo di non lasciarsi strumentalizzare in quanto, ha spiegato il vicepresidente Ishaq Jahangiri, "con il pretesto dei problemi economici vogliono solo danneggiare il governo". L'ex presidente si è anche spinto a criticare in modo indiretto lo stesso Khamenei, che pur l'aveva sostenuto per entrambe le elezioni del 2005 e del 2009. Cinquantadue manifestanti sono stati arrestati per "slogan offensivi".


Popolare

COLLEGARE