Gerusalemme Est è Palestina

"È ora di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele".

La Turchia ha lanciato un appello alla comunità internazionale a riconoscere Gerusalemme Est come capitale di uno stato palestinese, aprendo una riunione dei leader del mondo musulmano incentrata sul riconoscimento della Città Santa come capitale di Israele da parte di Washington.

Al di là di queste mere ipotesi sulle strategie e alleanze diplomatiche, quel che è certo è che l'UE e l'Iran rischiano di essere tagliati fuori dal processo di pace in Medio Oriente che si preannuncia comunque alquanto complicato. Lo stesso Erdogan ha poi dichiarato che bisogna riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967, liberandosi in questo modo dell'idea che questo possa essere un ostacolo per la pace. A preoccupare di più però è la situazione nella Striscia di Gaza, che nei giorni scorsi ha vissuto un'escalation di violenza. Nella giornata di venerdì, giorno dedicato alla preghiera settimanale musulmana, si sono intensificate le proteste e gli scontri dei manifestanti contro la polizia israeliana.

Non solo Trump ha lasciato i due schieramenti liberi di scontrarsi senza nessuno che faccia da intermediario e possa portarli al tavolo dei negoziati, ma ha distrutto l'idea di un compromesso. Scritto il 14 dicembre 2017 alle 6:00.

Luigi Bisceglia, che cosa cambia con questa dichiarazione? Infine, il grande, nuovo, alleato arabo di Israele, l'Arabia Saudita di Mohammad Bin Salman, è costretto a raffreddare, a occultare, a ridurre fin quasi allo zero i suoi recenti rapporti con lo stato ebraico che pure potevano essere risolutivi, obbligando Abu Mazen a trattative reali.

Una 'battaglia' che per Gerusalemme va avanti dal 1917 e ora torna di attualità.

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Erdogan - che si considera come il portabandiera della causa palestinese - ha denunciato Israele come uno stato "di occupazione" e "terroristico", in una nuova diatriba contro la leadership israeliana. Anche il vertice Ue si dissocerà dalla decisione di Trump.

Le lezioni che la storia ci impartisce a volte non si imparano mai.

"Non penso, perché gli israeliani e il governo israeliano sono molto meno sprovveduti di Trump". Questo è il compito più difficile per Erdogan. Ed è proprio sull'erede al trono che punta lo Stato ebraico per riaprire le trattative. "Questo significa che ancora una volta questa riconciliazione non ci sarà, e significa che neanche Trump, con questa sua uscita poco felice, è riuscito a ricompattare i due principali partiti palestinesi". "Hanno detto a tutti che non avrebbero dimenticato la Palestina".

Donald Trump ha aperto le porte a un caos ben peggiore di quello che abbiamo conosciuto fino a ieri.

Sempre nel corso del suo discorso, il Presidente turco ha anche sottolineato che centonovantasei Paesi dell'Onu sono fortemente contrari alla decisione presa da Donald Trump per quanto riguarda Gerusalemme.


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