Francesca Barracciu condannata per peculato: nuova grana per il Pd

Il sottosegretario ai Beni culturali del governo Renzi, Francesca Barracciu, è stata rinviata a giudizio con l'accusa di peculato aggravato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei Gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. "Ora faremo appello". La sentenza riconosce l'ex consigliera regionale responsabile del reato di peculato aggravato ma limitatamente ai fatti contestati dopo il novembre 2004, perché gli altri sono estinti per prescrizione. Il pm aveva chiesto 5 anni, quindi deve ritenersi soddisfatto. "Ho rinunciato, unica in Sardegna, alle cariche cherivestivo quando sono stata raggiunta dall'accusa di peculato". Questo è quello che accade a fare le cavie. "La sentenza di oggi, ripeto, è solo il primo tempo di una partita in tre tempi". Alla Barracciu la Procura contestava circa 81mila euro ricevuti quando era consigliera regionale, utilizzati per spese non istituzionali.

'Questa situazione mi ha rafforzato molto; facendo tesoro della mia esperienza spero di essere diventata una persona migliore, e con questa forza affronterò il secondo grado', ha argomentato Francesca Barracciu. L'avermi messa ad affrontare questo processo in solitudine, rispetto ai miei colleghi credo che abbia dei profili di dubitabilità importanti. "Ma il 30 settembre del 2013 mi sono addormentata come candidata alla presidenza della Regione e il primo ottobre ho ricevuto l'avviso di garanzia". Stando a quanto avevano raccontato i giornali, non sempre le spiegazioni di Barracciu sulle spese erano state puntuali e convincenti, soprattutto in riferimento alla sua effettiva presenza fisica nei luoghi in cui aveva detto di essersi recata in auto (chiedendo per questo motivo i rimborsi).


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