Facebook pagherà le tasse nei paesi dove guadagna (anche in Italia)

Logo Facebook nella sede di Londra. Il colosso di Menlo Park ha deciso di passare a una "struttura di vendita locale" nei Paesi in cui ha un ufficio che fornisce supporto alle vendite agli inserzionisti locali.

"In parole semplici, questo significa che i ricavi pubblicitari realizzati dai nostri dipendenti locali non saranno più contabilizzati dalla nostra sede internazionale a Dublino, ma dalle nostre società locali in quei paesi", ha spiegato Wehner in un post sul blog del gruppo.

"Crediamo - ha aggiunto - che muoversi verso una struttura di vendite locali fornirà maggiore trasparenza ai governi e ai regolatori che nel mondo hanno richiesto una visibilità maggiore sui ricavi legati alle vendite nei loro Paesi".

Facebook conta di realizzare il cambiamento nel corso del 2018, con l'obiettivo di completarlo in tutti gli uffici nella prima metà del 2019.

Fonti del Tesoro commentano positivamente la decisione ricordando che l'Italia è impegnata nella lotta all'elusione fiscale, e ha posto il tema della tassazione dell'economia digitale nell'agenda del G7 di Bari.

"Ogni paese è unico e vogliamo essere sicuri di realizzare questo cambiamento in modo corretto", ha spiegato ancora Wehner, parlando di un grande impegno, "che richiederà risorse significative per poter essere attuato in tutto il mondo". Si tratta comunque di un passo che era ampiamente atteso, visto che Facebook recentemente ha iniziato a contabilizzare in maniera locale i suoi ricavi anche nel Regno Unito e in Australia. Il quartier generale di Menlo Park continuerà ad essere la sede centrale di Facebook negli Stati Uniti e la sede di Dublino continuerà ad essere l'headquarter internazionale.


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