Ddl Lorenzin: osteopatia tra le professioni sanitarie

Quella che riguarda la modifica delle sanzioni penali e accessorie in caso di esercizio abusivo di una professione sanitaria, su cui i nuovi Ordini potranno vegliare con maggior forza e a maggior titolo. I nuovi profili professionali, che non trovano rispondenza in professioni già riconosciute e il cui esercizio deve essere riconosciuto su tutto il territorio nazionale, dovranno essere riconosciuti in sede di recepimento di direttive comunitarie o per iniziativa dello Stato o delle Regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali. Vengono individuati i comitati etici territoriali (fino ad un massimo di 40), a cui sono stati affiancati comitati etici a valenza nazionale (nel numero massimo di 3), di cui uno dedicato alla sperimentazione in ambito pediatrico. Disposizioni che vanno nella direzione della necessità di acquisire una maggiore competitività in ambito internazionale nel settore delle sperimentazioni cliniche, che potranno fare affidamento su tempi certi per la loro analisi sotto il profilo etico, oltre che di una tariffa unitaria, parametrata ai meri costi di gestione dell'analisi medesima.

Prevista la revisione degli ordini delle professioni sanitarie, degli albi nazionali e delle federazioni nazionali. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, che la rendono indispensabile perché tutta l'attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico.

Sistema potenzialmente aperto per il riconoscimento delle nuove professioni sanitarie con procedura di riconoscimento che passerà al vaglio di Consiglio superiore di Sanità, Conferenza Stato - Regioni.

Arriva una procedura standard per l'individuazione di nuovi profili professionali. Un successivo decreto ministeriale dovrà, inoltre, definire l'ordinamento didattico della formazione universitaria, secondo quanto stabilito dall'articolo 3bis del provvedimento. Il testo stabilisce che la vigilanza su queste professioni, e sui relativi Ordini, passi dal ministero della Giustizia al ministero della Salute.

La legge introduce disposizioni riguardanti la sperimentazione dei medicinali, le professioni sanitarie, i reati professionali, i reati commessi contro le persone ricoverate e la disciplina della dirigenza sanitaria del Ministero della Salute. In particolare, la nuova disciplina prevede l'adeguando della normativa di riferimento agli ordini vigilati dal ministero della Salute con riferimento al loro funzionamento interno e mutando la denominazione di collegio in ordine.


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