Consip: depistaggio, sospesi dal servizio Sessa e Scafarto

Stessa ipotesi per Sessa, già iscritto sempre per depistaggio in relazione alle false dichiarazioni rese al pm.

Si aggravano le posizioni del maggiore dei carabinieri Gian Paolo Scafarto e del colonnello Alessandro Sessa, suo superiore e già vicecomandante del Noe che in passato ha guidato anche la Compagnia dei Carabinieri di Latina. Evidentemente successive indagini hanno convinto la procura a estendere la contestazione anche a Scafarto, sciogliendo il dubbio su una disparità di trattamento che a prima vista poteva far apparire una simile imputazione più un tecnicismo giuridico che una chiave di lettura dell'operato dei due ufficiali.

Come si legge nell'ordinanza di interdizione, gli inquirenti ritengono che i due ufficiali abbiano cercato di "sviare l'indagine" sugli autori delle soffiate che, fin dall'estate 2016, misero a conoscenza i vecchi vertici della Consip dell'esistenza di un'inchiesta sugli appalti.

Per il gip il comportamento dei due fu "deliberatamente volto alla distruzione di prove" e per questo motivo sono stati sospesi dal servizio per un anno, come chiesto dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi.

Nella telefonata del 27 settembre scorso Romeo e Bocchino intercettati dal Noe in realtà non parlano del generale Ferragina, bensì di De Pasquale, un "faccendiere" considerato legato a Romeo. La procura di Roma ha richiesto una misura inderdittiva per due ex ufficiali del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri che nel corso dei mesi scorsi avevano indagato sul caso.

Scafarto, ufficiale del Noe di Napoli, ha investigato a lungo per conto della procura partenopea nell'ambito del filone principale dell'inchiesta Consip ed è stato il primo a finire nel mirino dei magistrati romani (vedi qui sotto gli articoli collegati). In particolare Scafarto, su richiesta e istigazione di Sessa, avrebbe provveduto a disinstallare dal cellulare del colonnello l'applicazione whatsapp al fine di impedire agli inquirenti di ricostruire alcune conversazioni. Invece, sembra essere stata proprio questa appartenenza l'occasione prossima per consumare altri delitti" aggiunge ancora il gip Sturzo " La presenza in servizio del maggiore Scafarto e del colonnello Sessa, in un contesto di falsi e depistaggio, può danneggiare le indagini.

Un'iniziativa, quella di piazzale Clodio, che ha determinato la presa di posizione del leader del Pd, Matteo Renzi, il cui padre, nell'inchiesta Consip, è indagato per traffico di influenze.


Popolare

COLLEGARE