Chi ha incoraggiato Trump a dichiarare Gerusalemme come capitale di Israele?

Abu Mazen ha incontrato al Sisi e il Re di Giordania Abdallah nei giorni scorsi, mentre il 13 dicembre è approdato a Istanbul alla riunione dell'OIC, l'Organizzazione per la Cooperazione islamica, dove ha dichiarato che "Gerusalemme è l'eterna capitale della Palestina" e che "Gli Usa non saranno più accettati nel ruolo di mediatori".

"Le attuali politiche israeliane nei confronti di Gerusalemme - continua la nota - non fanno che confermare la volontà del governo di Benjamin Netanyahu di allontanare la soluzione dei due Stati, l'unica in grado di porre termine al conflitto garantendo la pace nella regione". Il presidente turco, ha mostrato una mappa dell'evoluzione della Palestina dal 1947 a oggi, come "dimostrazione che Israele è uno stato occupante". Di fronte a questa posizione intransigente dei palestinesi, gli Usa hanno messo sul tavolo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele scatenando un riallineamento mondiale, un "game changing" con effetti imprevedibili. Egli ha quindi aggiunto che la leadership palestinese ha cercato di intavolare una trattativa con l'amministrazione Usa per raggiungere "l'accordo del secolo" ma, in cambio, ha ricevuto "lo schiaffo del secolo". Lo affermano, nella dichiarazione finale del vertice straordinario avente ad oggetto la questione di Gerusalemme, i Paesi membri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), che invitano gli altri Stati di procedere anche loro in tal senso.

"Il presidente Abu Mazen - si legge nel comunicato - ha costantemente e apertamente promosso la negazione di ogni legame ebraico con Gerusalemme sia di fronte alla sua popolazione, sia all'Onu e in tutte le sue agenzie, sia in ogni sede legale internazionale". "Gli Stati Uniti stanno preparando un piano di pace, ma non ci hanno ancora informato sui contenuti", ha dichiarato Katz, secondo cui Washington avrebbe in mente "qualcosa di creativo" e che "non imporrà alcun accordo".

I paesi islamici contro Trump e Israele: “Gerusalemme Est è la capitale palestinese”

Nell'arco della stessa giornata, il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha tenuto un colloquio con il presidente dello Stato palestinese Abbas, in visita al Cairo, per discutere lo sviluppo della situazione dopo che gli Usa hanno riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. Questo blocco deve operare attraverso misure concrete, pratiche e pacifiche per arginare la brutalità americana e resistere al disprezzo degli Stati Uniti e di Israele per il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite, e per sostenere il movimento globale per la democrazia e i diritti umani, la pace, la giustizia sociale e la globalizzazione.

Se il Consiglio di sicurezza dell'Onu non agirà contro il riconoscimento da parte di di Gerusalemme come capitale di Israele, i Paesi aderenti all'Oic denunceranno questa "violazione" davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.


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