Catania, droga, quartiere Librino

In seguito all'uscita di scena di Saro Lombardo, il capo dell'intera organizzazione era diventato Gabriele Strazzeri che gestiva l'impresa, riconoscendo 100 euro al giorno agli spacciatori, 70 euro alle vedette, e dai 50 ai 100 euro ai pusher che, usciti di carcere in seguito ad un arresto, fossero tornati a lavorare per l'organizzazione criminale. L'operazione e'stata denominata 'Km zero'. Durante la conferenza stampa che si è svolta a Catania gli investigatori hanno detto: "A questo bambino è stato sottratto il futuro". La scoperta choc è stata fatta nel corso di una maxi operazione antidroga scattata oggi a Catania, che ha sgominato un vasto traffico all'ombra della mafia, con 36 arresti e un centinaio di perquisizioni. Il piccolo veniva utilizzato durante la fase di spaccio con diversi impieghi.

I carabinieri hanno effettuato un blitz anti droga a Catania, nel quartiere Librino.

Trentasei gli indagati, raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere: sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra in territorio catanese.

La vendita di droga avveniva in un complesso residenziale in viale Percorino.

Per evitare "visite spiacevoli", l'acquirente doveva contattare un pusher, il quale poi raggiungeva il custode dello stupefacente. Gli investigatori hanno sottolineato che si cercherà di "recuperare al più presto" il minorenne.

Il gruppo mafioso ritenuto responsabile dello spaccio era strutturato in maniera piramidale e ogni componente ricopriva un ruolo specifico. "In 10 minuti erano in grado, arrestato un soggetto, di poterlo sostituire in modo da potere svolgere la loro attività fino a 200 consegne di droga al giorno". "Purtroppo la droga a Librino - continua Zuccaro - è un'occasione perversa ed illecita di dare lavoro a persone che purtroppo non ce l'hanno".


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