Catalogna, separatisti vincono elezioni, smacco per Madrid e Ue

I due principali candidati alla presidenza della Catalogna - Puigdemont e Junqueras - sono uno 'in esilio', inseguito da un mandato di arresto spagnolo, e l'altro in carcere.

News. La presidente della Camera Laura Boldrini ha ufficializzato la propria adesione a Liberi e Uguali e, intervistata dal Corriere della Sera, ha glissato sulla possibilità di un ticket con Pietro Grasso e fissato l'obiettivo nella costituzione di "una lista di figure maschili e femminili, una forza inclusiva, aperta di governo e innovativa" (TGCOM).

Gli indipendentisti ottengono di nuovo la maggioranza assoluta dei seggi, anche se non quella dei voti. Seguono in coda gli anti sistema del CUP che, scrive El Pais, "hanno condizionato la vita politica degli ultimi due anni, forzando per l'indipendenza unilaterale" e che pagano la loro politica fermandosi al 4,45% con 4 seggi; ultimi i popolari di Rajoy che hanno solo 3 seggi contro gli 8 di prima, con il 4,24%.

Come presupposto per il dialogo dovranno però essere ritirati il commissariamento della regione nonché i procedimenti giudiziari in corso.

Nonostante non abbia raccolto sufficienti voti per una maggioranza assoluta, la 36enne andalusa ha ricordato di "non dare nulla per scontato" su eventuali governi con Ciudadanos protagonista, anche se una ipotesi del genere appare molto improbabile. Non siamo stati duri noi, ma molle il Pp che per 35 anni ha costruito il proprio potere a Madrid scendendo a patti con i nazionalisti e concedendo loro quel che volevano. Le urne hanno sancito soprattutto la vittoria della nuova lista di Carles Puigdemont, Junts Per Catalunya, nei confronti di Esquerra Republicana, a cui i sondaggi pre-elettorali attribuivano la leadership indipendentista. Ciudadanos è stato il partito più votato, anche lui ha vinto queste elezioni, ed è l'espressione della radicalizzazione del fronte unionista. Il blocco indipendentista quindi mantiene la maggioranza di governo ma il partito più "a destra" del Partito Popolare è il più votato di tutta la Catalogna. I partiti del fronte secessionista hanno conquistato la maggioranza con 70 seggi sui 135 del Parlamento catalano. Il legale di Puigdemont ritiene che l'ex presidente della Catalogna "sia disposto a tornare", ma deve valutare "se può fare più lavoro dentro o fuori: è una decisione politica che deve essere presa nei prossimi giorni". Le elezioni sono state convocate dal premier spagnolo Mariano Rajoy, dopo che all'indomani della proclamazione della 'repubblica' catalana il 27 ottobre ha dichiarato destituiti il presidente Carles Puigdemont e il suo governo e sciolto il Parlament. E se si escludono gli elettori di Ciudadanos, ci sono diverse richieste di cambiamento anche all'interno del fronte unionista, per esempio tra i simpatizzanti del Partito Socialista Catalano.

Che impatto sta avendo questa situazione sull'economia della Catalogna?


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