Brexit, ok dall'Ue all'avvio della seconda fase dei negoziati

Kallum Pickering, senior economist presso Berenberg ha fornito un scenario probabilistico sugli esiti dei negoziati: il più probabile (45%) è quello di una semi-soft Brexit, nel quale "il Regno Unito rimane abbastanza vicino alle regole dell'Ue per molti beni e alcuni servizi per evitare un confine difficile in Irlanda". "Le direttive negoziali per le relazioni future, compreso l'eventuale accordo commerciale, verranno invece approvate al Consiglio europeo di marzo 2018", scrive Milano Finanza. Nelle conclusioni si prende poi atto che Londra "non vuole restare nel mercato unico" dopo la transizione. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato che, sia per le quote che per la questione sempre aperta della riforma del regolamento di Dublino, se i governi dell'Unione europea non riusciranno "a mettersi d'accordo per consenso, non è escluso che su diversi punti si decida con la maggioranza qualificata".

"Credo che nessuno nasconda che la seconda fase che inizia adesso sarà molto complicata".

In queste lunghe riunioni sono stati tanti i temi che sono stati trattati: per quanto riguarda il dibattito sulle migrazioni, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha riconosciuto che non c'è la disponibilità a rivedere il sistema di ricollocamenti come aveva ipotizzato nella sua lettera di invito.

Sulla Brexit "sono stati fatti progressi piuttosto significativi" ma ora si aprirà la fase due sul futuro che "è una parte ancora più tosta dei negoziati". "E' stata apprezzata la buona volontà del governo britannico", ha sottolineato. "Sarà il Consiglio Ue di marzo a decidere, ma la fase di transizione non sarà un regalo alla controparte". Quest'ultimo tuttavia ha avvertito che potrebbe essere "drammaticamente difficile" trovare un accordo finale sulla Brexit entro marzo 2019, data fissata per il divorzio.


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