Borsalino, tribunale respinge concordato, si avvia verso fallimento

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AGGIORNAMENTO ORE 12.30: circa 80 dipendenti della Borsalino hanno dato vita a un breve presidio davanti ai cancelli dell'azienda dopo la brutta notizia ricevuta stamattina sulla sentenza del Tribunale di Alessandria.

Un epilogo amaro per l'iconico marchio, fondato nel 1857 da Giuseppe Borsalino in una bottega di Alessandria e sinonimo, più che di cappelli, di uno stile tipicamente e unicamente italiano che, tra gli altri, ha conquistato celebrity, imprenditori di successo, attori, estimatori dell'alta qualità e persino gangster, tra cui Al Capone. Famosa la scena dell'addio tra i due protagonisti, Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, entrambi con un Borsalino in testa. Viene presentato un piano industriale, che incassa anche la benedizione dei sindacati e a partire dalla fine 2015 Camperio si ritrova con marchio e affitto del ramo d'azienda che produce i celebri copricapo. Oggi il tribunale ha respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, società in mano a Camperio, un tentativo disperato che fallisce. "Ma ora gli operai, un'ottantina, sono tornati al lavoro perché dal punto di vista tecnico il fallimento non blocca l'affitto del ramo d'azienda". Poi, complici le mode, il declino e l'amara conclusione odierna. Lontani i fasti del fascino di Hollywood, oggi arrivano i commissari straordinari Stefano Ambrosini e Paola Barisone che passano l'azienda allo svizzero Philippe Camperio, il quale, volendo tornare all'origine punta ancora sui cappelli dopo un passato fatto di diversificazione estrema a quanto pare no proficua.


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