Web tax, ci siamo: imposta del 6% sui Big della rete

L'emendamento prevede l'esclusione dall'imposta delle imprese agricole e dei soggetti che hanno aderito al regime forfetario o al regime di vantaggio per i contribuenti di minore dimensione.

Lo slittamento riguarda automaticamente anche il gettito (stimato in 100-200 milioni il primo anno), che il Parlamento puntava già ad utilizzare come copertura per alcune novità di spesa da introdurre nella legge di bilancio. Il ministero dell'Economia, entro il 30 aprile 2018, dovrà emanare un decreto per individuare i servizi da sottoporre a tale imposta. Nella nuova formulazione dell'emendamento il rischio potrebbe essere quello di vedere applicata la cedolare del 6% anche ai prodotti targati made in Italy venduti all'estero. Il direttore dell'Agenzia dovrà anche definire gli adempimenti dichiarativi e di pagamento della web tax, spiega Il Sole24Ore. Non saranno più le imprese, infatti, ad operare da sostituti d'imposta ma gli intermediari finanziari, a partire dalle banche. È atteso un gettito annuo di 114 milioni.

Per non penalizzare le imprese italiane e quelle residenti in Italia entra in gioco il credito d'imposta pari all'imposta digitale versata sulle transazioni digitali.


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