Violenza sessuale, il parroco alla stuprata:"Ti sballi e chiedi pietà?"

"Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull'accogliamoli tutti?. tesoro. a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il minimo che potesse accaderti". In un altro messaggio sulla sua bacheca si legge: "Se qualcuno pensasse di trasformare la Chiesa cattolica in una delle tante Ong... se qualcuno pensasse di traghettare la Chiesa di Roma verso Lutero (...) beh, non avrebbe proprio capito nulla!". Intanto, arrivano le prime reazioni dalla politica: "Questa volta le parole di Don Lorenzo Guidotti hanno superato il limite della sopportabilità". I due - senza destare sospetti tra gli amici della ragazza perché erano ubriachi - si sarebbero allontanati e sarebbero arrivati in stazione, all'altezza di via Stalingrado. A parlare così su Facebook è don Lorenzo Guidotti, parroco bolognese del quartiere San Donato, che commenta così un articolo del 6 novembre scorso riguardante lo stupro di una minorenne avvenuto in un vagone della stazione di Bologna. "Si sarebbe svegliata solo la mattina dopo, seminuda e senza più la borsa con sé". A voi giovani, ragazzi e ragazze: ma non lo vedete che vi fanno il lavaggio del cervello?!? È questo il senso di un commento postato su facebook da un parroco del quartiere San Donato a Bologna. Ha detto di provare pietà per la ragazza "come per tutte le altre vittime di violenza". Fin qui si resta nel campo delle opinioni di un sacerdote sui generis, che è stato in Africa e che non ha paura di mostrarsi conservatore e fan dell'ex cardinale Carlo Caffarra che chiama con emozione "Mio Capitano". Prosegue il parroco: "Io stesso leggendo oggi quel post ravviso questo. Non se ne può più di chi favorisce la (sub) CULTURA DELLO SBALLO, dell'alcool, della droga". Che vi siano in particolare zone in cui tutto pare permesso. "Ci sono riuscito? No!", ha ammesso.

Ammette don Lorenzo Guidotti: "Io col mio intervento ho sbagliato, i termini, i modi, le correzioni".

BOLOGNA "Come fai a chiedere la mia pietà se ta la sei cercata?" Chiedo però a tutti, capaci magari di miglior linguaggio e possibilità (autorità, giornalisti, insegnanti, genitori) di aiutare a smantellare questa cultura dello sballo in cui i nostri ragazzi vivono.

Sdegnata pioggia di critiche (ma anche il sostegno di Calderoli e Santanché), mentre la Diocesi guidata dall'arcivescovo Matteo Zuppi prende subito le distanze dal post ("non è il pensiero dell Chiesa") e pubblica le scuse e le spiegazioni del don: "Certo che provo pietà. E' necessario fornire un'alternativa".


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