Ue, ultimatum all'Italia: "debito troppo alto, rischia inadempienza"

La "materia" del contendere è sempre la solita: il debito pubblico. La Commissione, però, ha deciso di inviare una lettera al riguardo solo all'Italia, il cui debito "elevato" continua a preoccupare e con cui c'era già stato uno scambio epistolare a fine ottobre. "Secondo le proiezioni, il Belgio e l'Italia inoltre non rispetterebbero il parametro per la riduzione del debito".

La Commissione Ue ha, quindi, inviato una lettera all'Italia per informare il governo che intende rivalutare il rispetto da parte del Paese della regola del debito nella primavera del 2018. Se ne parlerà, in ogni caso, dopo le urne.

A caldo dal Tesoro ostentano tranquillità e si limitano a dire che comunque Bruxelles non ha rigettato direttamente il progetto di bilancio italiano e ha riconosciuto la "teoria del sentiero stretto" cara a Padoan, ovvero che la necessità di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche deve essere bilanciata tenendo in conto l'obiettivo di rafforzare la ripresa economica, ovvero di non soffocarla con dosi eccessive di austerità. "Una valutazione complessiva dei progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per Paese sarà intrapresa nei Country Reports 2018 e nell'ambito delle raccomandazioni specifiche per il Paese che saranno proposte dalla Commissione nel maggio 2018". Il ciclo di coordinamento delle politiche economiche, sociali e di bilancio del semestre europeo 2018 inizia oggi "in un contesto caratterizzato da un'attività economica vigorosa nella zona euro e nell'Ue, livelli di occupazione eccezionalmente elevati e tassi di disoccupazione in calo verso i livelli pre-crisi". Per altri cinque Paesi (Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia) il documento programmatico di bilancio "presenta un rischio di non rispetto dei requisiti 2018 ai sensi del patto di stabilità". Tutti questi Paesi, scrive il vicepresidente Valdis Dombrovskis dovranno "adottare le misure necessarie a aggiustare il loro percorso di bilancio". E dal momento che il Governo sta ragionando sull'estensione di tali misure al 2018, Bruxelles nella lettera richiama all'importanza di restare sulle riforme attuate, soprattutto quelle che hanno un impatto importante sul bilancio.

Nulla di fatto quindi per il Belpaese che ancora una volta si trova a rischiare di sforare i parametri stabiliti dall'Unione europea. Calcolatrice alla mano lo scarto è dello 0,2% di Pil, che tradotto significano 3,5 miliardi. La Commissione registra una "deviazione significativa" per il 2017, che avrebbe un effetto a cascata sulle decisioni assunte negli ultimi anni.


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