Taranto - ILVA. Bellanova: "Avviata procedura per la copertura parchi minerali".

E ancora: per avere un impianto decarbonizzato, spiega il ministro, bisogna avere prezzi del gas ridotti del 30% ma questo si configurerebbe in Europa come aiuto di Stato e poi - fa notare ancora Calenda - "come la prenderebbe Piombino?" si chiede. Nonostante la presentazione dettagliata di piano ambientale e industriale fatta al tavolo istituzionale del Ministero, peraltro disertato all'ultimo minuto dal Sindaco di Taranto, l'impegno preso a convocare un tavolo dedicato a Taranto e l'anticipo dei lavori di copertura dei parchi confermato oggi dai commissari, continua la sistematica e irresponsabile opera di ostruzionismo delle istituzioni locali pugliesi.

Il ricorso al Tar della Regione Puglia e del Comune di Taranto è "un atto gravissimo e irresponsabile" che rischia di vanificare gli sforzi fatti nel corso del confronto sul piano industriale sul piano ambientale dell'Ilva. "Se questa eventualità dovesse verificarsi costituirebbe la fine del sito di Taranto che non sarebbe più in condizione di essere rilanciato produttivamente e riqualificato dal punto di vista ambientale".

Preoccupato anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Critiche alla decisione di Emiliano arrivano anche dalla Fim Cisl. "Affidare al TAR il proprio disappunto per essere in un tavolo parallelo a quello col sindacato è un atteggiamento infantile e grave. Il Governo peraltro ha totalmente ignorato le osservazioni della Regione Puglia formalmente presentate nell'ambito del procedimento concluso con il DPCM impugnato, senza alcuna giustificazione, agendo in violazione dei più elementari principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità e in spregio al dovere di leale collaborazione istituzionale che dovrebbe ispirare il comportamento della Pubblica Amministrazione". "Prenda esempio dalle altre quattro regioni coinvolte che hanno ben accolto la loro partecipazione al tavolo istituzionale". Si tratta di investimenti che se ben utilizzati possono dare risposta positiva al processo di ambientalizzazione e decontaminazione. "E' necessario che ci venga presentato il piano industriale con tutte le articolazioni e il cronoprogramma per poter esprimere un giudizio, che ad oggi non è possibile". La Fiom, inoltre, ritiene che la discussione finora intrapresa non presenta elementi di innovazione tecnologica, ne' modifiche rispetto all'attuale ciclo produttivo.


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