Strasburgo, si decide sulla sua candidabilità di Berlusconi

Qualora la Corte europea decidesse di far decadere a loro volta gli effetti della legge, il leader di Forza Italia potrebbe presentarsi da candidato alle prossime elezioni.

Strapiena l'aula e le altre sale della Corte da cui è possibile seguire la seduta: 550 le persone accreditate per l'udienza, di cui una quarantina di giornalisti, in gran parte italiani ma anche da Francia, Germania e altri Paesi europei. "Il diritto è stato scrupolosamente rispettato", ha sottolineato. Berlusconi, ha aggiunto davanti alla Corte di Strasburgo, "è stato privato del suo seggio con un voto in un Senato composto a maggioranza da suoi avversari: non era giustizia ma ma un anfiteatro romano in cui una maggioranza di pollice versi o pollici in alto decidono se uno va su o giù". "Di fronte a questo pericolo, il Pd non può essere più un'alternativa credibile". Presente anche una rappresentanza della Russia. Una strategia che ha come obiettivo quello di evitare che tutto ruoti intorno ad un sentenza che salvo sorprese non arriverà prima di sei, otto mesi: "Spero che in tempi brevi la corte accolga il mio ricorso - ha detto alla trasmissione Matrix su radio 105 - ma indipendentemente dalla candidabilità sarò in campo per portare il centrodestra al governo del paese". Contestata, in particolare, la presunta retroattività: "La legge si è applicata alle elezioni di febbraio 2013, vale a dire dopo la sua adozione". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.


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