Starace (Enel): no benefici fusione reti Open Fiber/Telecom

Il previsto incremento di 1,9 miliardi di euro dell'ebitda cumulato rappresenta un aumento di 300 milioni di euro rispetto al piano precedente. L'utile netto dovrebbe passare dai 3,6 miliardi di euro stimati per l'esercizio in corso ai 5,4 miliardi previsti per il 2020; per questa voce il tasso di crescita medio annuo nel periodo 2017/2020 sarebbe pari al 15,5%.

Enel (+3,1%) si conferma protagonista a Piazza Affari dopo la presentazione del piano al 2020. Oggi il colosso elettrico ha comunicato i dettagli del piano industriale per il triennio 2018/2020. "A partire dal 2015, abbiamo registrato significativi progressi in tutti gli ambiti della nostra strategia", commenta l'ad Francesco Starace. "Tutti questi risultati sono stati conseguiti nonostante condizioni generali di scenario molto piu' sfidanti di quelle attese". Enel è diventata un'azienda molto più efficiente, con un percorso ben definito verso la crescita industriale che, unito a una disciplina nella gestione del capitale e a una rotazione degli asset più rapida di quanto pianificato, ha incrementato in misura sostanziale la generazione dei flussi di cassa e la redditività del Gruppo. Siamo leader in macro-aree fondamentali per la crescita sostenibile quali le rinnovabili e le reti di distribuzione digitalizzate.

Pilastro del business plan è la digitalizzazione.

"Il miglioramento degli obiettivi finanziari, anche con l'introduzione di un dividendo minimo di 0,28 euro per azione sui risultati del 2018, con un aumento del 33% rispetto al target minimo relativo al 2017 presentato lo scorso anno, rafforza la fiducia con cui guardiamo al futuro e al ruolo di Enel, oggi come negli anni a venire", ha concluso il manager. Il piano in particolare prevede investimenti per 5,3 miliardi (in crescita di 600 milioni al piano precedente) nell'ambito della digitalizzazione, un rinnovato focus sul cliente con nuovi servizi di "global e-solution", una maggiore efficienza operativa (previsti 1,2 miliardi di euro di risparmio di costi al 2020) e una semplificazione del gruppo con 2,8 miliardi da investire nell'acquisto di minorities (rispetto ai 2 miliardi del piano precedente) e possibilità confermata di 2 miliardi di buyback entro il novembre 2018.


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