Sicilia: "25 euro a voto", indagato neo-eletto nel centrosinistra

I prezzi sono calati: 25 euro a voto. L'accusa è della Procura della Repubblica di Palermo che contesta al neo deputato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Insieme con Tamajo sono indagate per gli stessi reati altre tre persone: Giuseppe Montesano, Christian e Nicolina D'Alia.

Suonano beffarde, adesso, le parole con cui Tamajo aveva salutato la propria elezione a furor di popolo: "Sono felice - aveva detto -, la gente ha risposto a chi sta vicino al territorio, sono stato premiato per la mia trasparenza e onestà". A un prezzo che appunto, per effetto della crisi, sarebbe drasticamente calato: una manciata di euro per ciascuna preferenza, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, che ha già sentito elettori comprati e disposti a confermare le accuse. Gli investigatori hanno dunque atteso l'esito delle consultazioni elettorali per poi procedere a perquisizioni e sequestri, alcuni degli elettori avrebbero già ammesso di avere ricevuto soldi in cambio del voto di preferenza.

Ora, Tamajo, 41 anni, è l'ultimo entrato - suo malgrado - nella schiera degli "impresentabili". Eppure, per la Procura, si è comportato in maniera illecita. "Chiariremo tutto, e alla fine Tamajo ne uscirà come parte offesa, per qualcosa che altri hanno commesso alle sue spalle", è il commento dei suoi legali, Giovanni Castronovo e Nino Caleca. Ne prese 2.727, da candidato al consiglio comunale, nel 2007. Un gruppo "para-renziano", appunto, così in sintonia con Renzi da spingere anche lo stesso Tamajo, elegantissimo in blu, ad applaudirlo dai piedi del palco del teatro Politeama, nei giorni del referendum costituzionale. "Cinque anni fa è stato candidato con la lista "Grande Sud" di Micciché, appunto, ottenendo più di 5 mila preferenze: un consenso raddoppiato in occasione delle ultime Regionali". Bottino incrementato ancora qualche giorno fa, quando è stato rieletto a Palazzo dei Normanni con 13.984 suffragi. Anche il padre di Edy, Aristide, è un maestro dei consensi. Nei pc di qualsiasi partito italiano ci sarebbero migliaia di nomi di 'aficionados', ovvero di coloro su cui si potrà contare alle prossime elezioni.

Avrebbe comprato voti per la sua ascesa alla Sala d'Ercole. Vennero scoperti tanti file contenenti numerosi nomi, numeri di telefono e i prezzi per il consenso.

Una storia particolare quella di Tamajo.


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