Roberto Spada fermato dai carabinieri

Secondo le prime informazioni Spada sarebbe stato fermato con l'accusa di violenza privata con l'aggravante di aver agito in un contesto mafioso. I Carabinieri lo hanno tratto in arresto e, poco dopo, il ministro dell'Interno Marco Minniti è intervenuto ringraziando l'Arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica e dichiarando che "Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche".

CasaPound, nello specifico, processata più o meno ovunque malgrado le ripetute prese di distanza dal vicepresidente Simone Di Stefano dal clan Spada e dalla criminalità organizzata in generale, è diventata il motivo imprescindibile per attaccare la Destra in tutte le sue forme, a favore dei grillini in lizza contro il Centrodestra al ballottaggio di Ostia del 19 novembre prossimo venturo.

Nel frattempo è prevista per giovedì 16 novembre alle 17 la manifestazione promossa dalla FNSI e da Libera contro l'aggressione di Spada, che rappresenta non "solo un atto violento e squadristico contro i cronisti - si legge in un comunicato - ma anche un'aggressione all'articolo 21 della Costituzione e al diritto dei cittadini ad essere informati".

"Chiediamo alla magistratura che apra un fascicolo d'inchiesta per sapere qual è il rapporto tra noi e il clan Spada per tirare fuori la verità su questa vicenda, così che sia resa pubblica".

Dopo l'aggressione di martedì contro la troupe della Rai l'aggressore è stato prelevato con l'auto e portato in caserma dai carabinieri in stato di fermo.

"Non si può restare in silenzio di fronte all'aggressione del giornalista e dell'operatore della Rai da parte di un esponente della famiglia Spada a Ostia". "Non abito a Nuova Ostia - ha continuato Marsella - ho conosciuto Spada per la festa dei bambini, patrocinata dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, che abbiamo organizzato perché ho coinvolto io le associazioni del posto. Di Spada sapevo che era una persona incensurata e titolare di quell'attività sportiva". Lui ha coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l'aggressione, gliene sono grato. Dichiarazioni che non hanno incontrato il gradimento della leader FdI che ha annunciato la denuncia per diffamazione nei confronti di Di Pillo. Gli investigatori cercano un secondo uomo che ha partecipato all'aggressione. Tra le ipotesi investigative dunque non si tralascia il fatto che l'aggressione sia avvenuta ad Ostia, terra di clan, e all'interno eventuali modalità criminali. Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha chiesto alla Federazione Pugilistica Italiana un'immediata relazione "per quanto attiene alla posizione di tesserati alla Fpi".


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