Ratko Mladic condannato all'ergastolo: il boia dei Balcani colpevole di genocidio

A deciderlo è stato il Tribunale Penale Internazionale (TPI) dell'Aja nella giornata odierna. Trecento testimoni, diecimila elementi di prova. Ma non lo hanno trovato colpevole di genocidio in molti comuni.

"I crimini commessi si classificano tra i più atroci conosciuti dal genere umano", ha evidenziato il magistrato, considerando che le circostanze attenuanti menzionate dalla difesa - tra cui un'indebolità capacità mentale - "hanno avuto poco o nessun peso" nel giudizio. L'arresto ha fatto scattare l'estrazione all'Aja (1 giugno dello stesso anno) e dato avvio al processo (nel 2012) che oggi ha portato alla sentenza di primo grado.

Per commentare la sentenza di ergastolo a Ratko Mladic abbiamo realizzato due contributi.

In Aula, dove veniva letta la sentenza, Mladic si è messo a urlare contro i giudici ed è stato allontanato. Il figlio di Mladic, Darko, ha invece dichiarato: "Non sono sorpreso".

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Era soprannominato il "Boia dei Balcani". Mladic è stato giudicato colpevole di genocidio per il massacro nel 1993 in cui furono uccisi quasi 8mila uomini e bambini musulmani. L'ex generale dell'esercito della Jugoslavia volle portare avanti una campagna micidiale di bombardamenti e cecchini e a Srebrenica volle perpetrare genocidio, persecuzioni, sterminio, assassinio e atti disumani attraverso trasferimento forzati.

Alla fine della guerra, il generale Mladic si diede alla fuga e venne rintracciato solo 16 anni più tardi, durante l'irruzione delle forze dell'ordine nel giardino di una piccola casa nel nord della Serbia. I fatti risalgono all'estate del 1995 quando, dopo quasi tre anni di assedio, Mladic ordinò l'attacco finale contro 40 mila civili musulmani della città, metà dei quali erano profughi dei dintorni rifugiatisi in quella località dichiarata "zona protetta dell'Onu".

Secondo l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein "Mladic e' la quintessenza del male, e l'azione penale nei suoi confronti e' il simbolo di cio' che la giustizia internazionale rappresenta". La condanna di oggi "è un avvertimento a chi commette" tali atrocità: "non sfuggiranno alla giustizia", aggiunge.


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