Puigdemont e 4 ex ministri si consegnano alla polizia in Belgio

Il giudice istruttore non ha convalidato l'arresto. I cinque sono stati accompagnati dai loro avvocati nella sede della polizia belga e non in Procura dove erano attesi.

Dal momento in cui gli accusati vengono fermati e portati davanti al giudice istruttore, questo ha 24 ore per prendere una decisione. La richiesta del mandato di arresto europeo, decisa dalla procura della Audiencia Nacional e indirizzata al giudice Carmen Lamela, è destinata alle autorità belghe. "Hanno rispettato l'appuntamento", ha detto il portavoce della procura, Gilles Dejemeppe. Dopodichè, sia la procura che Puigdemont e i quattro ex ministri - se non dovessero accettarne la decisione - potrebbero fare ricorso alla Corte di Appello, che a sua volta avrebbe 15 giorni per decidere.

Questa mattina alle 9.17 è stato lo stesso Puigdemont, insieme ai quattro ex ministri Maritxell Serret (Agricoltura), Antoni Comín (Salute), Clara Ponsati (Istruzione), Lluís Puig (Cultura) a recarsi spontaneamente in commissariato a Bruxelles. Nella giornata di sabato, Puigdemont ha utilizzato il suo account Twitter per dirsi "pronto a cooperare pienamente con la giustizia belga". Mentre il suo legale a Bruxelles in precedenza aveva manifestato l'intenzione di Puigdemont di opporsi alla sua estradizione in Spagna pur non chiedendo asilo politico in Belgio. Un nono esponente della Generalitat è tornato libero dopo aver trascorso una notte in cella grazie alla concessione della condizionale. Vila si era dimesso da ministro il giorno prima della dichiarazione di indipendenza ed è stato il solo ad aver risposto alle domande della giudice.

Ma non c'è solo il destino giudiziario dei transfughi ex ministri catalani. Il consiglio nazionale del Pdecat propone il presidente catalano destituito a guidare una eventuale lista unitaria indipendentista, nella quale figurerebbero "tutti i prigionieri politici". Il manifesto per un'alleanza ha superato le 80mila adesioni online.


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